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Lettera ad Amoroso e Febbo dei lavoratori del Cotir

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VASTO. Da undici mesi non prendono lo stipendio. Amareggiati per gli attacchi subiti nei giorni scorsi i lavoratori del Cotir hanno deciso di scrivere una lettera all’assessore Mauro Febbo e al presidente Amoroso. Questo il testo integrale:
“Essere tacciati come superficiali e poco oculati, da parte dell’Assessore Febbo e del presidente Amoroso,  è a dir poco offensivo, perché se il COTIR oggi ha circa 2 milioni di euro di progetti finanziati (extra bilancio regionale) lo deve soprattutto a noi che abbiamo progettato e quindi continuato a lavorare anche non percependo lo stipendio. Quello che rivendichiamo non è l’assistenzialismo, ma di essere messi nella condizione di lavorare con tranquillità, con la certezza di non perdere i finanziamenti dei progetti già approvati. Infatti, l’erogazione dei contributi  è subordinata alla dimostrazione dell’avvenuto pagamento delle spese sostenute. Questo comporta la necessità di avere la liquidità necessaria ad anticipare queste spese e ad oggi non abbiamo questa capacità. Inoltre, alcuni costi non possono essere caricati sui progetti il che rende necessaria un’autonomia finanziaria che è indipendente dal numero dei progetti approvati. Quindi continuare ad affermare che dobbiamo camminare solo con le nostre gambe è demagogico, oppure frutto della scarsa conoscenza dei meccanismi di accesso ai fondi comunitari, o è un modo per coprire l’incapacità di trovare le adeguate soluzioni.   Martedì scorso, nell’incontro convocato dal presidente Amoroso per prospettare il ricorso alla cassa integrazione, abbiamo ribadito che la priorità è quella di assicurare il funzionamento del Centro e quindi la realizzazione dei progetti approvati,  oltre all’immediato pagamento di tutti gli stipendi arretrati. La cassa integrazione non risolve i problemi che ostacolano la realizzazione dei progetti già finanziati e, in questo momento, sarebbe solo rimandare la risoluzione di un problema che in tutti questi anni non si è mai voluto affrontare”.
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