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Malcostume imperante in politica a tutti i livelli

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VASTO. La vicenda dell’assessore Ivo D’Agostino del comune di Chieti , che tra l’altro destabilizza non sappiamo fino a quali conseguenze l’amministrazione guidata da Umberto Di Primio visto che alcuni gruppi hanno ritirato la fiducia al sindaco che prima sostenevano, riapre  tutta una seria di considerazioni circa il malcostume imperante in politica a tutti i livelli.

Il potere se esercitato in termini errati, se non deliquenziali sottomette i cittadini incapaci ed impossibilitati di esercitare la propria volontà  per questioni di povertà, per stato di necessità, per la sensazione di insicurezza ancor prima che per un diffuso malcostume di fronte al quale ci si sente inermi vittime predestinate. In tutti i i comuni, in tutte le regioni, in tutta l’Italia quanti D’Agostino o altri continueranno ad agire indisturbati. Perché per uno che viene denunciato e scoperto altri mille la fanno franca, deviando l’uso del potere non a servizio ma a prevaricazione e vessazione di coloro cui il servizio nobile della politica dovrebbe essere votato.

Se questa lezione servirà a far sì che i piccoli e grandi privilegi, assegnati, pretesi,  imposti o solo concessi per antico malvezzo, le piccole e grande violenze personali,  vengano a diminuire, sarà un fatto positivo in tutti i comuni d’Italia ed anche a Vasto.

Il libero arbitrio che induce un cittadino a candidarsi per ricoprire una carica pubblica dovrebbe essere un patrimonio lasciato a ciascuno per scegliere a chi accordare la propria fiducia, la propria stima, la propria ammirazione da incassare come il più alto compenso per la fiducia ottenuta in sede elettorale, tralasciando l’angoscia che credo derivi ad ogni essere umano nell’accorgersi  che invece tali ed altri favori derivino dall’incontro di due miserie, una d’animo l’altra materiale.

Paola D’Adamo   paoladadamo@vastoweb.com

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