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Donn'è e la criminologa Carlini ieri al "Tosti"

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ORTONA. Quasi 300 persone presenti ieri sera al teatro Tosti ad Ortona alla II edizione di “Ortona città delle donne” organizzata dall’associazione Donn.è centro antiviolenza sulle donne. Dialoghi, arte, video, foto, danza, interpretazioni di testi e confronto tra la presidentessa Francesca Di Muzio e la famosa criminologa Margherita Carlini, presentato e diretto dalla brava Marina Di Virgilio con l’ausilio di tutte le altre componenti dello staff di Donn.è. 
La serata si apre mostrando un video del 1 Billion Racing accattivante seguito da alcune letture di frammenti di testi dedicati in un libro a Stefania Noce, donna vittima della violenza da parte del suo ex fidanzato che l’ha uccisa a coltellate.  “Le vere protagoniste sono le donne” apre il dibattito Francesca Di Muzio “Presto Donn.è gestirà uno sportello di ascolto presso l’Ospedale Bernabeo per confrontarsi suo disagio che vivono le donne quotidianamente”.
 Interessante l’intervento della criminologa Carlini, che segue il caso Melania Rei e Stefania Noce.
“Stefania Noce grande esempio di donna che nonostante fosse introdotta, formata sulla violenza sulle donne ne è stata vittima. Caso però in cui alla donna è stata dedicata la prima piazza e riconosciuto dal tribunale, leggittimandolo, il femminicidio premeditato arrivato al termine di comportamenti di maltrattamento”. “A lei è stata riconosciuta nel suo paese, Licodia Eubea, nel catanese, una piazza e nella targa c’è scritto “Piazza Stefania Noce vittima di femminicidio”. Oltretutto è il primo caso in Italia in cui una sentenza riconosce la donna morta per femminicidio. Passo importante per la sensibilizzazione e la formazione anche nelle questioni professionali”.
“Parlava di tre step nel suo intervento: Fase accumulo di tensione, Fase violenza fisica e Fase delle false riappacificazioni o luna di miele. All’inizio la donna è tentata a tacere. Sarebbe importante invece che da subito se si esagera, ci si rivolgesse ai centri tipo Donn.è”. “E’ importante riconoscere i segnali che contraddistinguono una relazione che si basa sul controllo e sul possesso. Molto spesso sonoo segnali comuni e diffusi nelle relazioni e non sempre sfociano in maltrattamenti ma che comunque pongono le basi per una relazione non fondata sul rispetto e la serenità. Faccio degli esempi concreti: un ragazzo/a che ci chiede a tutti i costi la password di facebook, piuttosto che il controllo quotidiano del cellulare, piuttosto che l’avere la prerogativa di decidere su come dobbiamo vestirci per uscire la sera o per andare a lavoro. NOn vuol dire che chiunque agisca così diventerà un maltrattante, un persecutore, un assassino, ma sicuramente si pongono già le basi per un rapporto di base che non è paritario. Nella terza fase poi quella delle false riappacificazioni chi ha usato violenza chiede scusa anche piangendo, la donna rivede i primi periodi idilliaci e decide spesso di reivenstire rimanendo però in quella situazione poi. Non bisogna giudicare. La difficoltà sta proprio nella affettività investita in un rapporto che spesso per difendere il suo “amore” anche violento porta la persona ad isolarsi da tutti, amici, famiglia, lavoro. Anche per questo sono importanti le reti che si devono diffondere da questi centri antiviolenza e di ascolto. TAnti attori attivi. UN lavoro, sostegno psicologico e giuridico, un lavoro capillare sul territorio. Soggetti che devono collaborare perchè se nel lavoro di rete viene a mancare un anello non si riesce. Importanti come spiegava anche la Di Muzio, le case accoglienza, il rapporto stretto con le Forze dell’Ordine, con avvocati, soggetti sociali, con la Questura, Carabinieri, amministrazione comunale, rete provinciale, presidi ospedalileri proprio come si sta muovendo il centro Donn.è e si muove il centro che gestisco nelle Marche oltre ad essere criminiloga. Anche noi puntiamo tanto sulla rete. I protocolli vanno introdotti e metabolizzati perchè non perdano valore e senso. Per questo è importante la risposta multidisciplinare. Unica soluzione contro la violenza di genere”.
“Come criminologa sta seguendo casi importanti come quello della Noce e Melania Rea che tocca da vicino noi abruzzesi. Ci sono tanti casi oltre questi più “famosi” che le è capitato di seguire in questi anni. E’ davvero in crescita il fenomeno del femminicidio o i dati sbagliano?”. “Ho iniziato il mio lavoro con il primo caso nel 2007 e trattava della scomparsa di Mariateresa Dell’Unto trovata cadavere dopo 8 anni dalla sua scomparsa, e quindi femminicidio quando ancora all’epoca di femminicidio non se ne parlava. In realtà sono responsabile anche dello sportello antistalking della Provincia di Ancona e di casi di atteggiamenti persecutori ce ne sono tantissimi, quotidianamente, e non credo che siano in crescita ma sia in aumento l’emergenza del fenomeno. Vengono forniti più strumenti alle donne, più formazione e quindi le donne denunciano di più. Va anche detto che la denuncia va bene laddove venga correlata con un percorso di affiancamento dei centro antiviolenza”.
“Ci sono state nuove leggi a favore di chi è vittima di violenza di genere. Importanti anche perchè spesso la persona accusata viene subito rimessa in libertà e e quindi può ricadere o ricommettere lo stesso reato”. “Diamo un dato: del totale delle vittime del femminicidio quasi il 70% aveva già denunciato. Questo dato è significativo e deve farci riflettere. La denuncia non è una soluzione se la denuncia rimane un atto isolato. La donna va formalmente protetta a tutti i livelli. Per fare questo la donna deve essere accolta e circondata da personale preparato, qualificato e devono essere stanziati i fondi per proteggere e tutelare le donne.Bella e importante anche la collaborazione tra centri antiviolenza di vari territori come il centro che seguo io ad Ancona e quello di Donn’.è qui ad Ortona”.
Intervenuti anche rappresentati dell’amministrazione ortonese e di Tollo, tappa da cui ha preso il via il percorso di sensibilizzazione “Io rispetto”.
“L’anno scorso il progetto era allo stato embrionale. Oggi siamo già a buon punto per ciò che riguarda la rete antiviolenza e tante sono state anche le iniziative messe in atto nelle scuole. Importante assistere e dare supporto a chi è vittima ma anche a chi ancora tace e ne è vittima.  Il disegno di legge che da oggi è attivo inasprisce le pene e modifica le procedure per colpire chi si macchia di certi reati e rafforza anche la parte informativa, quella della rete a partire dall’informazione che bisogna dare ai giovani, nelle scuole. Noi abbiamo avviato questo progetto in tutte le scuole del territorio. Abbiamo ottenuto anche un finanziamento di 30.000 euro e 10.000 li stanzierà il comune di Ortona per i progetti sulle reti di legalità” afferma Gianluca Coletti in rappresentanza dell’amministrazione comunale ortonese. 
Presente anche il consigliere di Tollo Fabiola Di Ghionno.  “Con Tollo è iniziata la campagna di sensibilizzazione di Donn.è. Parlo non solo da responsabile delle Pari Opportunità ma anche come psicologa. E’ importante avere occhi aperti e rivolgere lo sguardo anche a chi ci abita accanto o ci sta intorno. Tanti cercano aiuto, cercano di avvertirci con uno sguardo tenderci la mano. Spesso si creano dipendenze affettive che portano più facilmente ad essere vittime di violenza. Aiutare il più possibile è quello che vogliamo noi di Tollo”.
Agli interventi segue la proiezione di un video con le foto scattate nei baccanali di Tollo, durante la Notte Bianca di Ortona, con il cartello “Io rispetto”, modo scherzoso e curioso per attirare persone e protare avanti la campagna di sensibilizzazione. Tutte le foto riproposte nel video che è stato seguito con molta attenzione. Parte artistica successivamente, a grosso impatto emotivo. Ragazzine che danzano richiamando il tema della Terra è donna. Letture di testi, interpretazioni di testi accompagnati da spezzoni e intramezzi musicali e conclusa con la canzone “Girl on Fire” di Alicia Keys che accompagnava l’esibizione di una bravissima danzatrice artistica sulla fune.
“La paura è qualcosa al buio e per combatterla bisogna trovare la luce” recitavano le ragazze.  “Cammina, danza sollevati”. “Le donne non sono proprietà”. “Io non sono invisibile sono semplicemente meravigliosa”.
In chiusura i ringraziamenti: Remo Di Martino della Provincia di Chieti, Annarita Guarracino Consigliera Parità, Iacovella primario del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Ortona, al vice questore di Chieti Francesco Costantini, all’assessore al sociale Gialuca Coletti, alla Consigliera alla Parità Nadia Di Sipio, all’Assessore alla Cultura Valentino Di Carlo, al Presidente del Consiglio Ilaria Cocciola, ai consiglieri Simonetta Schiazza, Alessandro Scarlatto, Patrizio Marino, Franco Musa, Leo Castiglione, alle Forze dell’ordine, alle autorità presenti e associazioni intervenute compresa Amnesty International, allo staff di Donn.è , alle ragazze che si sono prestate per recitare e danzare, alle artiste che si sono esibite sul palco e alla moderatrice e direttrice dell’evento Marina Di Virgilio.  (Foto Donn.è, Romina Remigio e Denis Tarquinio) Tiziana Smargiassi (tizianasmargiassi@vastoweb.com)

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