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Truffa in sacrestia: con un raggiro porta via 75 mila euro

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VASTO. Da devoto servitore della chiesa ad abile truffatore. E’ la parabola di L.D., 40 anni ex componente di una congregazione religiosa. L’uomo è stato rinviato a giudizio per truffa aggravata. Qualche tempo fa si fece consegnare dal parroco un assegno di 75 mila euro destinati al pagamento delle ditte che avevano eseguito opere di ristrutturazione in due parrocchie del Medio Vastese.  Una volta ottenuto l’effetto bancario lo incassò usando quei soldi per pagare i propri debiti. Il processo a suo carico iniziato ieri è stato rinviato al 3 marzo 2014. 
Quel giorno in aula compariranno anche i creditori pagati con quei soldi raccolti faticosamente grazie alla generosità dei fedeli e della Curia. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Sebastiano Del Casale per il momento preferisce non commentare la vicenda. Il “fattaccio” risale al 2010. 
La storia: due parrocchie di due distinti comuni della vallata del Trigno mostrano i segni del tempo ed hanno bisogno di interventi di ristrutturazione. Del problema si occupa un giovane sacerdote. Dopo accurati sopralluoghi le imprese presentano il preventivo. Il sacerdote raccoglie i soldi necessari, 75mila 615 euro. Eseguiti i lavori arriva il giorno del pagamento. A questo punto entra in scena A.D.. 
L’uomo da anni impegnato con una congregazione di volontari al servizio della chiesa, gode della massima fiducia del parroco. Il suo comportamento è sempre stato ligio ed esemplare. Il passato più che limpido. Nessuno immagina che il volontario ha invece accumulato diversi debiti che non riesce ad onorare. L’assegno non intestato da 75mila euro con la firma del sacerdote è una tentazione troppo forte. L’uomo si fa consegnare l’assegno ma anzichè utilizzare la somma per pagare le ditte che hanno eseguito i lavori nelle due chiese incassa la somma e paga i propri debiti. Scoperto, rincara la dose di bugie assicurando di avere versato un bonifico per coprire la somma prelevata. In realtà il bonifico è falso. La vicenda non ha un lieto fine nè per A.D. nè per il parroco. Paola Calvano (paolacalvano@vastoweb.com)

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