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Primo centro antiviolenza in ospedale in Abruzzo

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ORTONA. E’ stato inaugurato ieri presso il “Bernabeo” il primo sportello di un centro antiviolenza all’interno di una struttura ospedaliera in Abruzzo. La Sinergia con l’Azienda Sanitaria è scaturita dalla comune volontà con Donn.è di offrire alle vittime di maltrattamenti e violenze la possibilità di essere adeguatamente assistite in un luogo che garantisca dure adeguate e condizioni di riservatezza assoluta, facilitando, sotto il profilo emotivo, la richiesta di aiuto.
Presenti la dott.ssa e onorevole Maria Amato, Francesco Zavattaro, Direttore generale della asl Lanciano-Vasto-Chieti, Gemma Andreini, Presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Abruzzo, Nadia Di Sipio, consigliera comunale di Ortona, il sindaco D’Ottavio, la  Mancini a rappresentare la Provincia, il Sindaco di Torino di Sangro Silvana Priori, il Centro Antiviolenza di Vasto e sportello Donna di Lanciano, Carpineta per la Regione, l’Assessore Nasuti, il Questore di Chieti Costantini, il dott. Fernando Di Vito della Asl che ha anche dato via al progetto, il primario Iacovella.
“E’ l’ennesimo passo che compie il centro antiviolenza Donn.è ed è di utilità grandissima. Il secondo punto di riferimento locale, dopo la sede principale che abbiamo, ma anche regionale per le donne vittime di violenza. Abbiamo scelto, come facciamo sempre, uno stile informale all’inizio per presentare verbalmente il progetto. In piedi, lì all’ingresso, in modo da attirare l’attenzione dei passanti, farli avvicinare per capire cosa stesse accadendo, di cosa si parlasse e continuare così la sensibilizzazione e l’informazione. Tanti si sono infatti incuriositi e si sono avvicinati a noi per saperne di più. C’è stato poi il confronto con le istituzioni politiche che ringraziamo. Contente di aver avuto anche il sindaco di Torino di Sangro, simbolo del rafforzamento della rete che nel combattere la violenza sulle donne nel territorio è importantissima. Terminata la presentazione per arrivare al taglio del nastro abbiamo fatto tutti insieme la scalinata addobbata da fiocchi rossi e segnali simbolo della lotta al femminicidio e le nostre locandine che tappezzavano le pareti, fino al quarto piano in cui è sito il nostro sportello. Lì ci sono stati poi attimi di condivisione e festa e l’allestimento della mostra di Romina Remigio, anche lei facente parte di Donn.è, fotoreporter professionista, che ha creato un vero e proprio documentario fotografico con il titolo “Donna e Terra”, presentato anche a Parigi e che parla delle donne di una volta. Un momento di aggregazione importante dove sono state buttate le basi per qualcosa di importante nella lotta contro la violenza sulle donne” spiega Marina Di Virgilio di Donn.è.
“Iniziativa importante, particolare fondamentale per la rete locale e territoriale della provincia di Chieti. Questo per diventare sempre più attori principali nel contrasto al femminicidio. Punto di riferimento per Ortona e non solo che viene in appoggio all’altra sede sita in Contrada Feudo. Importante per l’ambiente riservato che ha una importanza fondamentale nell’outing che spesso fanno le donne che subiscono una violenza. Devono essere ben accolte, sentirsi libere di parlare e protette perchè quello che gli accade incide sulle loro vite. Avendo uno sportello anche all’interno della struttura sanitaria ci sarà ancora più facilità nell’assisterle, nel potergli dare consulenza anche perchè avremo a disposizione nell’immediato gli operatori sanitari che potranno intervenire e preparati e formati durante l’anno sull’argomento. Chi arriva al Pronto Soccorso o in Ginecologia di solito dopo aver subito una violenza è intimorito, così potrà avere già operatori lì per assisterli e accoglierli nel giusto modo, combattendo il timore che spesso annienta queste donne. Importante anche il decreto legge approvato nei giorni scorsi al Senato contro il femminicidio. Una risposta al fenomeno concertata e forte con tutti i soggetti che lavorano sulla violenza di genere. Certo non può coprire tutte le esigenze ma deve essere bravo chi lavora sul campo a mettere in atto ciò che dice il decreto. Sono state introdotte infatti norme importanti che ora è fondamentale che vengano applicate. Un plauso ad esempio va fatto all’istituzione del gratuito patrocinio al di là del limite di reddito così che tutte le vittime di violenza possano avere chi le tutela giuridicamente, anche chi non ha risorse, mentre in passato esisteva un tetto limite. Importante anche l’aspetto dell’allontanamento dalla casa familiare e mura domestiche che dà così maggiore potere alla Polizia Giudiziaria. 
Bisogna continuare a lavorare molto sulla violenza di genere dal punto di vista culturale. Così che attueremo anche un progetto nelle scuole lavorando sulla “Identità di genere” , per portarli a considerare un nuovo rapporto, relazione più sana tra uomo e donna, per prevenire la violenza partendo dalla base. Percorsi di prevenzione e sensibilizzazione. Tanti altri progetti poi sono in cantiere.  Voglio ringraziare per lo sportello antiviolenza all’interno del “Bernabeo” in primis il direttore sanitario Di Vito Fernando, che dopo averci conosciute parlando della collaborazione con il nostro centro Donn.è ha avuto l’intuizione di accogliere all’interno dell’Ospedale stesso un nostro punto di riferimento, gestirlo, per ampliare la rete. Un passo molto importante se si considera che siamo il primo in Abruzzo e che anche in Italia non ce ne sono molti all’interno di strutture sanitarie, che invece rende molto più immediato e pratico il tutto. Ringrazio anche le forze dell’ordine che hanno aderito, segno di sensibilità e voglia di compiere un percorso insieme” afferma la presidentessa di Donn.è, Francesca Di MuzioTiziana Smargiassi (tizianasmargiassi@vastoweb.com)

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