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Ai domiciliari per tentato omicidio minaccia la moglie

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VASTO. Noto ai come persona dall’indole violenta, A. I. (mettiamo le iniziali a tutela della privacy della minore) era stato arrestato nell’aprile 2011 per il tentato omicidio nei confronti dell’amico G. S. contro il quale aveva esploso diversi colpi di arma da fuoco, nella fattispecie un revolver calibro 357 magnum illegalmente detenuto e clandestino.   Già segnalato negli anni precedenti alla magistratura per spaccio di stupefacenti, nonché detentore per uso personale delle stesse sostanze, vantava vari precedenti di Polizia anche per rissa e reati contro la persona. Gli operatori del Commissariato di Vasto avevano sempre seguito i movimenti dello A.I. alla luce della pericolosità potenziale dimostrata in più occasioni e nel casellario giudiziale. Nell’ultimo periodo, una seria continua  di atti di violenza, minacce, ingiurie e maltrattamenti psicofisici, si erano rivolti anche nei confronti della sua compagna, dalla quale aveva avuto una figlia. Gli atti di violenza consumati all’interno delle mura domestiche erano  fisici e psicologici. Anche quando la sua compagna era incinta A. I. non esitava a picchiarla per poi continuare negli anni anche alla presenza della bambina. Dai racconti della vittima non esitava ad usare anche oggetti contundenti o forbici per ferire la propria compagna.
Dopo la scarcerazione per il tentato omicidio nel mese di ottobre 2011 e la conseguente predisposizione degli arresti domiciliari presso l’abitazione dei genitori, a Vasto, per A. I. si aprirono nuove occasioni di violenza nei confronti della ex compagna. Obbligandola, sempre con pesanti minacce, a prendere domicilio insieme con la bambina in casa dei suoi genitori, portò la vittima e la sua famiglia all’esasperazione che si rivolsero agli operatori di Polizia del Commissariato di Vasto. Proprio grazie all’operato dei poliziotti e alla ricostruzione dei fatti di violenza e delle violazioni degli obblighi di legge, tra cui l’evasione dagli arresti domiciliari del pregiudicato, A. I. tornava in carcere su disposizione della Magistratura dopo le copiose segnalazioni degli operatori del Commissariato, coordinati dal Dirigente Dott. Ciammaichella.
Questa volta veniva recluso per motivi di salute nel carcere di Regina Coeli di Roma. Successivamente riusciva ad ottenere nuovamente gli arresti domiciliari nel paese di Pereto in provincia dell’Aquila presso una comunità del posto. Sempre seguito dagli operatori di polizia del Commissariato di Vasto, continuava la sua azione di violenza psicologica di minaccia e intimidazione nei confronti della ex compagna e delle parti offese di altri gravi  reati attraverso l’utilizzo del Social Network Facebook. La polizia, quindi, venuta a conoscenza delle violazioni di legge sugli arresti domiciliari e delle nuove e gravi  minacce inviate, grazie all’allerta anche degli informatori, è intervenuta prontamente per richiedere ed ottenere tempestivamente dalla magistratura competente un aggravamento della misura in carcere, dove è tornato. L’ordinanza della Corte d’appello dell’Aquila è diretta ad evitare ulteriori atti di violenza. Paola Calvano (paolacalvano@vastoweb.com)

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