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Peculato: a giudizio dipendente postale di Vasto

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VASTO. Comincia oggi in tribunale il processo a carico del dipendente postale di Vasto accusato di peculato. L’uomo assicura di essere vittima di un equivoco. I carabinieri sono convinti del contrario. 
I militari hanno consegnato alla magistratura del materiale che incastrerebbe l’accusato. L’indagato, secondo i carabinieri, sarebbe l’autore di un furto da 15mila euro messo a segno il 31 agosto 2012 nei locali di Poste impresa all’interno dell’ufficio delle Poste centrali di viale Giulio Cesare. 
La difesa ha annunciato che intende chiedere il rito abbreviato. Il processo si svolgerà a porte chiuse. In aula sarà ricordata la vicenda che a distanza di un anno e mezzo fa ancora discutere in città. 
Dalla cassaforte di Poste Impresa durante la pausa pranzo sparì il contenuto. Il furto fu il quarto messo a segno nel giro di pochissimo tempo nella sede centrale delle Poste. Nessuno tuttavia immaginava che dopo il terzo furto all’interno della cassaforte, su disposizione della direzione, fosse stato installato (all’insaputa degli stessi dipendenti) un dispositivo di vigilanza. 
E proprio quel dispositivo mise nei guai il dipendente. Il 12 ottobre 2012 il gip del Tribunale di Vasto, Stefania Izzi emise nei confronti del dipendente su richiesta del pm Giancarlo Ciani un ordine di custodia cautelare a domicilio. La notizia, vista la notorietà dell’indagato, sortì l’effetto di una bomba. Nel corso di una perquisizione domiciliare i carabinieri trovarono e sequestrarono una discreta somma di denaro contante. Oggi, a distanza di un anno e mezzo comincia il processo. Paola Calvano (paolacalvano@vastoweb.com)

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