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“Era impossibile vivere con lei e non ci dava più soldi”confessa il genero killer

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TERMOLI. Portano dritte a Termoli le indagini della Procura di Milano condotte dal Pm Enrico Pavone e dai militari dell’Arma dei carabinieri per l’omicidio con occultamento di cadavere della 77enne Anna Concetta Immacolata De Sanctis, l’anziana originaria di Brindisi uccisa a Cesano Boscone e ritrovata in un sacco davanti a un cantiere della cintura urbana meneghina.
Il macabro rinvenimento era avvenuto l’11 dicembre scorso e dopo una settimana di indagini serrate, gli investigatori hanno sciolto ogni dubbio e hanno arrestato la figlia 39enne, Daniela Angela Albano e il marito di 44 anni, Gianni D’Agostino, che da Termoli, dove abitava in via dello Sport, accudito sin dall’infanzia dai nonni, si era trasferito al Nord dove ha lavorato per anni come magazziniere in autogrill.
I vicini di casa si ricordano di averlo visto sino a un paio di anni fa, quando veniva a trascorrere le vacanze in città, sempre nella stessa casa. Ma da un appartamento all’altro, lo snodo dell’inchiesta, oltre alla pensione della donna uccisa, vedova di un custode che lavorava in un’azienda termolese venuto a mancare alcuni anni fa, nel mirino della coppia c’era un appartamento di via Mazzini, ora affittata.
Movente dell’omicidio il disperato bisogno di soldi della coppia, definito dal procuratore aggiunto Alberto Nobili delitto di avidità e miseria morale, che oltre a campare loro due e i figli, una piccola di un anno e un bimbo di tre, servivano per alimentare il loro malsano vizio del gioco, i sue infatti al momento erano disoccupati.
Della vicenda si era occupata anche Chi l’ha visto e proprio in un intervento della figlia Daniela Angela.
QUESTA LA RICOSTRUZIONE FATTA DAL GIORNALE  ’IL GIORNO’
“Abitano con lei e le chiedono continuamente denaro, e qualche giorno prima di strangolarla le rubano anche tutti i gioielli, che lei custodiva in una cassaforte. Li vendono a un compro oro e incassano 5.500 euro, lei però si accorge che sono spariti, che la cassaforte è vuota e chiede spiegazioni, loro decidono in quel momento di farla fuori.
Così la mattina del 5 dicembre Daniela e la mamma vanno a giocare alle slot in via Lorenteggio, le inquadrerà la telecamera. Poi, insieme tornano a casa per il pranzo e, con il genero, cominciano a litigare. Quando Gianni e Daniela uccidono l’anziana in casa c’è anche la bambina di un anno, mentre l’altro di tre è all’asilo. Chiudono la bimba in camera da letto, narcotizzano l’anziana e poi la strangolano, utilizzando i guanti per non lasciare impronte.
Le mettono il sacchetto sulla testa, la coprono interamente con un altro sacco più grande e poi la tengono nascosta in casa. Quel pomeriggio trascorre come tutti gli altri. La donna esce per andare a prendere l’altro figlio all’asilo e poi nel corso della notte, marito e moglie lasciano i loro cellulari in casa, salgono in auto, una Peugeot di grossa cilindrata e scaricano il corpo della donna nel cantiere di Cesano Boscone.
Lo confermeranno le telecamere.
Poi i due appoggiano il cellulare della vittima, acceso, in un punto ben visibile, in via Pasubio, e lo fanno squillare.
In quel punto, la mattina dopo, lo troverà un albanese, che loro tenteranno di incolpare per depistare le indagini”.
Almeno fino all’arresto avvenuto due giorni fa e la confessione, con l’ammissione che era impossibile vivere con la 77enne e che lei non foraggiava più i due assassini. redazione@vastoweb.com

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