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I piccoli paesi si stanno spegnendo nel silenzio della politica

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CELENZA SUL TRIGNO. Perché i piccoli comuni di  montagna vivano, bisogna che la gente ci possa vivere, che ci possa lavorare e avere i servizi di cui una comunità necessita. I piccoli paesi, presidio delle aree economicamente marginali, si stanno spegnendo nel silenzio della politica. Spesso sono lontani dai servizi e dal lavoro, sono malserviti, diventano non vivibili, sopravvivono come ospizi. L’allarme è lanciato dal sindaco di Celenza, Andrea Venosini.

“La vivibilità di un piccolo paese -dice Venosini- è dettata da poche cose, il servizio scolastico e sanitario, un ufficio postale e dei negozi. Dove non ci sono più questi servizi, le persone  sono costrette a spostarsi, a scendere a valle, verso i centri costieri di Vasto e San Salvo. E come faranno gli anziani e chi non ha un veicolo per spostarsi? Queste persone sono in difficoltà, ed ecco che i paesi si spopolano.

Eppure la presenza dei servizi di prima necessità sono previsti dalla nostra Carta Costituzionale, la scuola, la guardia medica, il pediatra, il medico di famiglia e la politica cosa fa? Taglia servizi per risparmiare risorse magari a favore dei centri costieri e per le città capoluogo. Come fa un semplice cittadino ad aprire un nuovo negozio, un’ attività commerciale in un piccolo paese quando  è soggetto agli stessi pesi burocratici e fiscali che valgono per chi ha un negozio nella citta di Pescara, Chieti, Vasto e Lanciano?

Una giovane coppia che vuole costruire una casa in paese o ristrutturare un vecchio appartamento ereditato dalla famiglia, è soggetta agli stessi pesi burocratici, deve pagare l’IMU e la TARES come una famiglia di Pescara o Vasto, e sotto altre vesti si ripropone lo stesso problema per l’agricoltura contadina in rapporto a quella imprenditoriale e industriale. Allora, l’emergenza dei paesini che si spopolano deve essere considerato un problema sociale in questa campagna elettorale di maggio, la politica si deve impegnare per difendere i servizi e le attività commerciali dei  piccoli comuni che svolgono un ruolo sociale e di coesione.

I partiti e i candidati si devono impegnare a lavorare ad un provvedimento che deve aiutare i piccoli negozi e le attività facendo applicare una tassazione diversa rispetto a quelli dei centri costieri come Vasto e San Salvo, ma soprattutto devono difendere la permanenza dei servizi essenziali come la guardia medica,  le scuole, i trasporti, eccetera. Prima di prendere qualsiasi decisone-conclude il sindaco- bisogna che la politica controlli le condizioni della viabilità e la presenza dei trasporti pubblici.  Questi sono solo alcuni dei punti su cui i cittadini che vivono nelle aree interne del vastese chiedono  con forza ai candidati alle elezioni regionale di maggio di riflettere”.

redazione@vastoweb.com

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