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Davide D'Alessandro "Non ritoccare le aliquote sulla casa"

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VASTO. “Credo sia opportuno da parte di tutte le forze politiche chiedere anticipatamente al Sindaco di Vasto di non ritoccare le aliquote sulla casa, dopo il decreto approvato venerdì scorso in Consiglio dei ministri, anche perché, come spiegano diversi osservatori, la Tasi non è un tributo per i servizi indivisibili, ma l’Imu sotto diverso nome”. E’ qanto ha dichiarato il consigliere comunale indipendete DavideD’Alessandro.

Spiega infatti Francesco Forte: “Essa ha la medesima base imponibile di natura patrimoniale costituita dai valori catastali rivalutati e aliquote che non variano con il costo dei servizi, ma con delibera comunale”.

“Vero è -aggiunge D’Alessandro- che se non si può sfuggire all’1 per mille minimo della Tasi sia sulla prima casa, sia sulla seconda, sia su capannoni, negozi, alberghi, ristoranti etc., il Sindaco sa che, facendo ricorso alle detrazioni, può annullare l’aumento e lasciare le cose come stanno: niente sulla prima, 10 per mille sulla seconda (veniamo dal 9) e 8,1 su capannoni, negozi, alberghi, ristoranti etc.

Ci verrà detto che, in base ai trasferimenti ridotti all’osso dallo Stato ai Comuni, diventa indispensabile fare ricorso a questo nuovo balzello aggiuntivo. Noi rispondiamo da tempo che è fondamentale porre mano alla spesa, agire drasticamente sulla spesa. Sono anni che insistiamo sul tasto dolente della Pulchra: 8 milioni di euro su un bilancio di 30 è un prelievo di sangue non più sostenibile. Eppure, promesse tante, riduzioni zero.

Abbiamo riconosciuto alcuni sforzi fatti dal Sindaco in qualche settore, ma si può fare di più, molto di più. La macchina comunale resta estremamente costosa, senza trascurare, come dimostriamo da settimane, le sacche di denaro pubblico che si perdono e si sprecano per mille rivoli. Sono in ginocchio le famiglie, sono allo stremo le attività produttive, che ancora si dimenano nella difficoltà di accesso al credito, perché, ebbene sì, anche a Vasto si ricorre al prestito per far fronte alle scadenze fiscali. L’Amministrazione Lapenna -conclude D’Alessandro- non può non tener conto di una corda che si stringe sempre di più intorno al collo del tessuto familiare e produttivo. Colpirlo ulteriormente sarebbe imperdonabile”.

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