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Antonio Turdò il nemico degli autovelox a giudizio per diffamazione

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VASTO. In genere è lui che punta il dito contro gli altri. Oggi invece dovrà difendersi. Antonio Turdò,l’uomo che ha scatenato la guerra contro gli autovelox  riuscendo a trascinare in Tribunale quindici persone, tra sindaci, tecnici e vigili urbani, è stato denunciato per diffamazione da un vigile urbano. Turdò, sarà  assistito dagli avvocati Raffaele Giacomucci, Pasquale Lollino e Isabella Mugoni. L’accusato affronta il giudizio a testa alta. 
“Avevo messo in conto anche questo. Ma non sarà una querela a fermare la mia battaglia contro i misuratori di velocità”, dichiara perentorio il  presidente dell’associazione Pro Trignina Abruzzo e Molise. Oggi l’accusato sarà messo a confronto con l’accusatore. “Sono pronto a guardarlo negli occhi”, dice. A seguire saranno ascoltati alcuni testimoni. A prescindere da come andrà a finire il processo odierno l’attenzione di migliaia di automobilisti è puntata sul maxi processo  contro i misuratori di velocità che riprenderà il 6 maggio. Sono 422 le parti civili che chiedono di essere risarcite. I quindici imputati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa,peculato, abuso d’ufficio e violazione dell’articolo 97 della Costituzione. 
Il caso risale a otto anni fa con le prime indagini dei carabinieri di Atessa. In ballo ci sono mega richieste di risarcimento. Solo il comitato anti autovelox presieduto da Antonio Turdò contesta multe per 87 mila euro.
Paola Calvano (paolacalvano@vastoweb.com)

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