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Elezioni regionali: i giochi sono fatti…anzi no

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L’AQUILA. Tutto definito per le candidature alle prossime regionali in Abruzzo: Chiodi confermato alla guida dello schieramento di centrodestra, ammesso che Forza Italia trovi formazioni alleate, D’Alfonso vincitore delle primarie candidato alla presidenza per il centrosinistra e dalla rete a cinque stelle l’avvocato Sara Marcozzi. Tutto scontato, tutto troppo facile, tutto troppo bello per essere reale. La verità è che in casa centrodestra si dubita fortemente circa la bontà della scelta, apparente, della riconferma di Chiodi, tantoché è questo è un fatto, alcuni candidati certi, nei loro manifesti, già apparsi nella corsa lunga alla ricerca della preferenza, hanno omesso di far comparire il candidato presidente o lo hanno indicato in caratteri piccolissimi, nemmeno fosse la postilla illeggibile di un contratto d’assicurazione. In casa centrodestra chi ha da dirimere un problema incandescente come quello del candidato sindaco a Pescara potrebbe sciogliere il nodo della doppia candidatura, è così tagliare la Testa, al toro. Un accantonamento di Chiodi, la conferma di Albore Mascia a Pescara e con buona pace del NCD quella del presidente della Provincia di Pescara, Testa appunto, alla presidenza della regione. Fatto che farebbe venire allo scoperto le vere intenzioni del senatore campano-abruzzese Quagliariello e farci capire se ce l’ha personalmente con il sindaco di Pescara o vuole solo affermare le ragioni di visibilità del suo minuscolo partito. In casa centrosinistra voci di questi giorni sempre più insistenti vedrebbero per la presidenza, un ripiegamento su un altro candidato, Stefania Pezzopane, perché l’ariete di Manoppello potrebbe veder interrompere la sua corsa a testa bassa verso la presidenza della regione Abruzzo da colpi di coda della magistratura che ormai non stupirebbero più nessuno, così come vengono spesso preannunciati quali colpi di scena invece che essere atti, riservati, del normale funzionamento della giustizia. Oppure potrebbe essere come da più parti richiesto lo stesso Pd a rinunciare a D’Alfonso per la sua complicata situazione giudiziaria ancora in bilico per almeno due procedimenti. Dovrebbe pronunciarsi il Presidente Renzi in persona, salvo che non voglia glissare, chiudere un occhio e tenerselo in casa pagando lui il costo politico della pigione. Un eventuale scenario di questo tipo in casa centrosinistra, potrebbe inoltre far venire meno tutta una serie di adesioni di transfughi del centrodestra,  che in ogni provincia vedono rappresentanti  sul punto di cambiare casacca abbandonando Chiodi per andare con D’Alfonso, sarebbero tra questi, secondo le solite indiscrezioni, che nei prossimi giorni si andranno intensificando: Venturoni, Stati, Prospero (da noi contattato ha smentito). Una cosa è certa che il partito di Grillo non potrà essere ostello per transfughi perché chi ha fatto politica non può entrare.

Paola D’Adamo  paoladadamo@vastoweb.com

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