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Escrementi dei cani abbandonati sulle strade cittadine

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VASTO. Passeggiare per le strade diventa un vero e proprio “percorso di guerra” per evitare di calpestarli. È una vera e propria battaglia quella di ottenere che i proprietari di animali puliscano dopo che i fedeli amici hanno espletato i propri bisogni fisiologici. Dal pessimo odore, terreno fertile per i germi e per le malattie gli escrementi creano un enorme fastidio per le suole delle scarpe. Da tempo in città i residenti denunciano il problema che finora non ha trovato soluzione. Bisognerebbe adottare le misure  come quella di Brunete, sobborgo nella comunità autonoma di Madrid, dove il sindaco ha avuto un’idea curiosa ma di sicuro effetto.  Con l’aiuto di un piccolo esercito di volontari: cercare di individuare i “colpevoli”, raccogliere gli escrementi dei loro animali, e confezionare gli stessi in apposite scatole per restituirli al mittente. In poche ore, i proprietari ricevono direttamente a casa delle scatole bianche recanti il timbro del comune e la dicitura «perso e ritrovato. Per seguire l’esempio di un comune italiano invece basterebbe fare come a Napoli dove per porre un freno al fenomeno degli escrementi dei cani che non rispettano affatto il decoro urbano, i proprietari devono iscrivere il cane all’anagrafe canina regionale, munirsi di dispositivo per la rimozione delle feci, sottoporre il cane al prelievo ematico per la leishmania. I trasgressori vengono puniti con sanzioni che vanno da 25,82 euro a 154,94 euro.

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