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Bufera sul calcio femminile: polemiche dopo le affermazioni di Tavecchio

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VASTO. E’ polemica dopo le ultime affermazioni e azioni del presidente Tavecchio riguardo al calcio femminile. Riportiamo l’articolo apparso su calciodonne.it di Walter Pettinati.
“Questa è l’ennesima gaffe dell’unico presidente federale inibito dalla UEFA (per sei mesi non potrà aprire bocca in ambito UEFA) apparsa ieri sulla Gazzetta dello Sport. Il presidente Tavecchio, rispondendo alla domanda: “Si è mai imbattuto in casi di pedofilia?” ha dichiarato quanto segue: “Mai. Da presidente della Lega dilettanti ho chiuso delle società di calcio femminile, per adescamento di ragazze dai 15 anni in su. Il fatto che io personalmente non mi sia mai trovato davanti a un caso di pedofilia non significa però che il problema nel calcio giovanile non esista. Nel bene e nel male il nostro ambiente è uno specchio del Paese reale e in percentuale lo rappresenta. In Italia ci sono tot ladri e nel calcio ci sono tot ladri. In Italia ci sono tot pedofili e nel calcio in percentuale ci sono tot pedofili. C’è poi il problema dell’accoglienza di tanti minori stranieri che nessuno è in grado di tutelare. Troppi bambini abbandonati: la situazione è drammatica e noi come Figc sosteniamo la campagna di “Save the children” sulla mortalità infantile. Io ho tre figli in adozione a distanza. Vivono in Africa, due nel Togo e uno nel Benin”. Seguo il calcio femminile da 20 anni e non mi risultano società chiuse dalla LND per casi di pedofilia o per adescamento sulle minori. Mi sono anche preoccupato di indagare, senza però trovare fondatezza sulla dichiarazione del presidente della figc e colgo l’occasione per sollecitare il NUMERO 1 del calcio italiano a dare delucidazioni su quanto dichiarato, sperando che intervenga anche la stessa UEFA, alla quale girerò questo articolo.
La dichiarazione del presidente, a mio avviso priva di fondamento, è forse solo un pretesto per attaccare e screditare il calcio femminile? Le stesse associazioni di categorie e tutte le società dovrebbero, in coro, pretendere i nomi delle società fatte chiudere dal presidente Tavecchio al fine che non resti l’ombra del dubbio nei confronti di tutti coloro che hanno lavorato con serietà e sacrificio. A tal riguardo, sarà interessante conoscere la testimonianza della presidente Natalina Ceraso Levati, che nel corso del suo lunghissimo mandato dovrebbe essere depositaria di tali gravi fatti, che mai sono emersi, a meno che il presidente non si riferisca a società chiuse in questi ultimi anni di attività del Dipartimento, delle quali nessuno è a conoscenza. Avrei stimato il presidente Tavecchio se avesse dichiarato che nel calcio dilettantistico si sono verificati casi di pedofilia, adescamento e plagio nei confronti di minori, coinvolgendo un intero movimento, senza gettare fango sul calcio femminile, dicendo che ha fatto chiudere “delle” società. In questo caso avrei approvato e condiviso, con la partecipazione della nostra redazione, una battaglia giusta e doverosa. A mio avviso, la FIGC e la LND dovrebbero scendere in campo contro la violenza sulle donne e sui minori e contrastare con riforme e campagne mediatiche questa piaga che si è abbattutta su tutta la nostra società con fermezza e provvedimenti duri senza sconti di pena e patteggiamenti come troppo spesso accade con la legge ordinaria penale. Ma cosa ci possiamo aspettare da un presidente che depenalizza il reato di discriminazione territoriale? A mia memoria, nel corso degli anni, devo ammettere che molte società di calcio femminile hanno chiuso i battenti, ma tutte per gravi motivi economici, lasciate della LND senza sostegno e un minimo di promozione per lo sviluppo del movimento come avviene in tutto il Mondo, a parte che in Italia. Presidente Tavecchio, dia delucidazioni sulle sue dichiarazioni oppure abbia almeno l’intelligenza di chiedere scusa a tutte le società di calcio femminile e all’intero movimento. Non si può continuare a tollerare un presidente federale che rilascia dichiarazioni lesive a discapito dell’immagine di tutto il calcio italiano. Forse è il caso che si dimetta”. redazione@vastoweb.com

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