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Imputato per diffamazione il presidente del Comitato antiautovelox si difende e contrattacca

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VASTO. Imputato per diffamazione il presidente del Comitato antiautovelox si difende e contrattacca.  
“Lunedì 27 ottobre u.s. si è celebrato presso il Tribunale di Vasto il processo penale che vede imputato per diffamazione a mezzo stampa (on-line ndr) il presidente del Comitato “Pro Trignina”, Antonio Turdó, difeso dagli avvocati Isabella Mugoni e Pasquale Lollino.
Presunta parte offesa è il vigile urbano del Comune di Cupello, Domenico Profeta, il quale, unitamente al Comune  si è costituito parte civile assistito dall’avv. Arnaldo Tascione, chiedendo la condanna del presidente Turdò nonchè il conseguente risarcimento dei danni.
Nell’articolo on line “incriminato”, il Turdó difatto lamentava e stigmatizzava il modus agendi posto in essere dal vigile Profeta di Cupello nel servizio di rilevazione della velocità dei veicoli transitanti sulla strada Trignina. Peraltro,il presidente Turdò nell’articolo stesso invitava il vigile a posizionarsi sulla strada in modo conforme alla direttiva Maroni nonchè al Codice della Strada.Nel processo, celebratosi dinanzi al giudice Dott.ssa Iannetta, non sono mancati i colpi di scena.
La deposizione dei testimoni della difesa non ha lasciato dubbi sull’attività encomiabile e gratificante del Comitato “Pro Trignina” e sul ruolo svolto dal presidente Turdò, volto ad affermare la legalità e quindi a tutelare gli automobilisti della “Trignina”.
Gli avvocati Lollino e Mugoni hanno chiesto al Giudice Dott.ssa Iannetta la trasmissione degli atti in Procura, in quanto dall’ escussione del Profeta sarebbero emerse presumibilmente circostanze di rilevanza penale. Il processo è stato aggiornato al 16 febbraio prossimo per l’audizione di un testimone della difesa e per la discussione. Il Turdó, in quella sede, assicura, rilascerà spontanee dichiarazioni che, a suo dire, saranno di tutta rilevanza e quindi decisive ai fini della causa”. redazione@vastoweb.com

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