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In Abruzzo il cuore della maxi truffa che ha mietuto vittime in tutta Italia

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VASTO. Continuano senza sosta le indagini sulla maxi truffa scoperta dalla Polizia stradale. Dietro la parola leasing si nascondeva un castello di illegalità. La notizia riportata a caratteri cubitali dall’Ansa ha varcato i confini regionali. Anche perché le vittime sono sparse in tutta Italia.  Per incassare i soldi erogati dalle società di leasing e di assicurazioni un sodalizio illegale  effettuava, con la connivenza di imprenditori in crisi, compravendite fittizie di veicoli da cantiere ed industriali e di automobili di grossa cilindrata, di fatto inesistenti e di cui veniva denunciato il furto. 
La Polizia stradale di Pescara, dopo due anni di indagini, ha smantellato l’organizzazione criminale che sarebbe riuscita ad appropriarsi di circa sei milioni di euro.” Sessantatre, in tutto, le persone indagate”, scrive l’Ansa. “ Per cinque di queste il gip del Tribunale di Pescara Gianluca Sarandrea su richiesta del pm Valentina D’Agostino ha emesso ordinanze di misura cautelare, eseguite dagli uomini della Polstrada, diretti da Silvia Conti, nell’ambito dell’operazione denominata ‘Air Mooving’. Ai domiciliari sono finiti Simone di Nicola, 39 anni, e Giovanni D’Aloisio (61), mentre sono sottoposti all’obbligo di firma W.B. (42) e M.M. (47), tutti pescaresi. Latitante, invece, Paolantonio Lippa (43), mente e motore dell’organizzazione. Le indagini sono partite due anni fa in seguito a diverse denunce di furto di macchinari industriali. Gli accertamenti hanno portato a scoprire l’esistenza del sodalizio, ben strutturato ed operante su tutto il territorio nazionale grazie alla collaborazione di decine di persone. 
Le attività dell’organizzazione, partite dall’Abruzzo e dalle Marche, si sono poi estese anche al Nord Italia e, in particolare, a Venezia e Padova. La Polstrada ha ricostruito più di 80 operazioni di finanziamento e locazione. In tutti i casi, oggetto delle truffe sono state le compravendite fittizie di escavatori, carrelli elevatori, piattaforme aeree e, in un secondo momento, automobili di grossa cilindrata. Lippa, in qualità di broker, si metteva in contatto con gli imprenditori e proponeva l’acquisto, attraverso finanziamento, dei veicoli, di fatto mai consegnati. Per ingannare le società venivano prodotte false fatture di acquisto, falsi certificati di trasporto e tutta la documentazione necessaria. Dopo aver ricevuto l’importo del finanziamento, pagate le prime rate mensili, in molti casi veniva denunciato il furto dei mezzi. Le operazioni erano relative a importi compresi tra gli 80 mila e i 150 mila euro. La Polizia stradale, in collaborazione con la Guardia di Finanza di Pescara, ha ricostruito i movimenti di decine di conti correnti aperti in varie banche, perfino nella Repubblica di San Marino”. Paola Calvano (paolacalvano@vastoweb.com)
 

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