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Teatro Rossetti: Rocco Pugliese Eerola non ricorrerà al Consiglio di Stato

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VASTO. Rocco Pugliese Eerola vincitore del bando pubblico emanato dall’amministrazione comunale per l’incarico di direttore del teatro Rossetti spiega le ragioni della sua decisione di non ricorrere al Consiglio di Stato. “Ho sbagliato. Dopo oltre trentacinque anni di carriera -ha dichiarato Rocco Pugliese Eerola – in cui, ho lavorato in teatri Italiani ed Internazionali, mi sono trovato a sbagliare! Ho sbagliato, credendo che un bando pubblico Nazionale sarebbe stato lontano da ombre, intrighi, chiacchiere e del tutto estraneo agli
amici della parrocchietta. Ho sbagliato a credere che un teatro da meno di 170 posti, sarebbe stato un interessante percorso da intraprendere, ma ho capito che lo è soltanto per chi, non ha null’altro di buono da fare. Ho sbagliato a pensare, che una volta diventato Direttore Artistico del detto teatrino, sarei stato almeno contattato, e tutelato, da coloro che mi avevano scelto. Ho errato nel mettermi in gioco, dove il gioco, molto ma molto lontano dalla mia professionalità, significava entrare in criteri e battaglie di borgata su qualcosa che fondamentalmente è, molto ma molto più piccolo di ciò che sono abituato a fare e che ho sempre fatto. Ho deciso, che da questo mio sbaglio di luglio, nell’iscrivermi alla “competizione”, adesso, però: posso uscirne a testa alta. CUI BONO, CUI PRODEST (per chi è un vantaggio? a chi giova?). Non sono io, che debbo fare la battaglia sulla legalità del bando,
non sono io che debbo fare salti mortali, non sono io quello che deve incaponirsi con i Tar, i Consigli di Stato, Presidenti e Procure della Repubblica, ma soprattutto non sono io, a volere un lavoro in
cui mai sono stato voluto ( e questa è più di una sensazione). C’era da tutelarsi, comune in primis, sulla regolarità: non è stato fatto! (cui bono). Adesso vogliono un direttore velocissimamente? che l’abbiano!
Credo proprio che il direttore fino all’anno scorso, sia colui il quale si merita il Rossetti e che quindi avrà, senza nessun rancore, perché cambiare? (cui bono). La professionalità dell’artista, che non spicca extra teatro, ha sempre avuto plausi dalle forze politiche di maggioranza e quindi sarà vero che c’è…lo sa il Pd col bel comunicato stampa a suo favore…ma non sta a me giudicare, io ho altri lavori da
svolgere…io!
Non voglio entrare in nessun gioco al massacro per quello che sarà l’avvicinamento alle prossime elezioni, ho amato Vasto quando ci sono stato, ma non è la mia battaglia (cui bono, cui prodest) e un
giorno magari ci tornerò vacanziero. Voglio, in queste poche righe che spendo, ringraziare tutti i grandi e veri professionisti, che si erano prodigati per la realizzazione della stagione teatrale, tutti quei Vastesi, politici o meno che ho incontrato e che volevano cambiare…ma ribadisco che è stato un
mio errore credere che un vero e proprio cambiamento poteva esserci. Auguro ai cittadini più o meno avvezzi alla cultura e allo spettacolo, di trovare giovamento nel nuovo cartellone che sarà proposto,
come fin d’ora è stato. Non ho bisogno di ulteriori battaglie, ho una carriera artistica da portare avanti, sono abituato a gestire più di 170 (artisti e non spettatori) in una sola serata, e non elemosinare un biglietto teatrale con concertini, ricchi premi e cotillon. Ho una dignità da portare avanti, una professionalità che nessuna voce di corridoio può smentire e nessun articoletto sminuire, non ho
bisogno di enfasi mediatiche per sapere chi sono o millantare fortune e credenziali raffazzonate qua e la; perché non sono il “Tartufo” della commedia; il quale raccontava le sue storie in maniera altisonante al servizio di quel partito o di quell’altro signore per prenderne i benefici.
Io sono, quello che comunque, dato il fatto che: al 99 percento avrebbe vinto il ricorso al Consiglio di Stato, avrebbe anche, rinunciato poi al suo contratto; perché sarebbe stato incongruo lavorare con la situazione creatasi. Non sono abituato ad aggrapparmi con le unghie e con i denti ad un posto che sinceramente non reputo così importante, magari chi fa guerre per lo stesso è perché si ritrova davanti ad una sua qualche piccolezza professionale. Decido di finirla qui e di continuare a fare quello che ho sempre fatto, come l’ho sempre fatto e senza bisogno di: sotterfugi, amici, partiti, silenzi, compromessi, promesse… “OMNIA MEA MECUM PORTO”. Non entrerò in nessun altro teatrino per arrivare ad un teatrino che non voglio; scusatemi se potete -conclude- di tutti questi miei sbagli narrati, l’ex Direttore Artistico del Teatro Rossetti Di Vasto…che fiero esce di scena…ad maiora!”.

redazione@vastoweb.com

 

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