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Maria Amato (Pd) "Ho votato si alla fiducia sull'Italicum"

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VASTO. Da Facebook abbiamo appreso il percorso mentale, culturale, politico, che l’onorevole Maria Amato, eletta nella circoscrizione Abruzzo e illustre politico nella nostra città, ha inteso comunicare  e condividere con tutti coloro che frequentano la sua pagina, ma anche i cittadini, essendo ella un personaggio pubblico, di votare a favore  della questione di fiducia posta dal governo sull’articolo 2 del disegno di legge di riforma della legge elettorale, nello stesso testo approvato dal Senato.  Si tratta di una iniziativa lodevole che però non è così frequente sulla pagina Facebook dell’onorevole, che per altri atti politici è stata assente o scarna nella descrizione degli stessi. Insomma una sorta di giustificazione anche se non richiesta, probabilmente dovuta da Maria Amato a chi la credeva più barricadera a fianco di Rosy Bindi e soprattutto di Bersani che la appoggiò pesantemente alle primarie vinte da Bersani prima di questa legislatura.

“Ho votato SI alla prima fiducia sull’Italicum –scrive sul profilo Facebook Maria Amato- e mi sono già presa le ingiurie di qualcuno e l’assenso di molti. L’Italicum è un testo nato dal lavoro, dalle proposte e dalle idee di tutti quelli che sono elencati nel frontespizio della proposta di legge, non dalla mente diabolica di uno solo. Non ho condiviso il metodo e le forzature del percorso, peraltro possibili secondo le nostre regole bizantine, quelle che in genere la gente dice che vanno cambiate. Me ne sono andata per protesta la sera in cui le dimissioni del capogruppo Roberto Speranza sono state liquidate da uno spiccio ” andiamo avanti”, ma la mia protesta è stata in un’ aula al chiuso con il gruppo, e lì è finita secondo le abitudini antiche di regole condivise. Matteo Renzi ha vinto le primarie, in molte parti d’Italia ha stravinto: per il rispetto delle regole democratiche si segue la linea del segretario, la minoranza fa le sue proposte, resta dentro le scelte, i voti, le discussioni e lavora, lavora e lavora per tornare se ce la fa ad avere consenso non solo sui social network o in televisione, ma tra la gente. Come sempre non tutti sono contenti o si sentono rappresentati dai miei voti: voterò SI alla fiducia anche nei passaggi di domani e voterò il provvedimento, a cui ho contribuito ( proposta di legge Nicoletti, Bindi, Amato, Cova, Miotto..) secondo le indicazioni del PD nel voto segreto. E il voto segreto non mi piace come non mi piace l’abuso della fiducia. Spero come tutti in un Paese normale”.

Insomma una lunga giustificazione. Sto alle regole anche se non mi piacciono, sembra dire la Amato. Mentre Renzi fa leva sul fatto che nessun deputato vuol andare a casa perdendo quei privilegi (pensioni, retribuzioni, ecc. ecc) che gli italiani vorrebbero che perdessero pur restando in carica, oltre alla non ricandidatura con l’Italicum che ha la solita vecchia caratteristica di far scegliere gli eletti alle segreterie dei partiti fra i fedeli e fedelissimi. L’onorevole Amato, professionista valente in tutti i sensi, non ha certo bisogno di essere ricandidata né di veder sostituiti i propri emolumenti da quelli di parlamentare. E quindi ha esagerato solo nel giustificare troppo quel comportamento che le genera indubbiamente rimorso e turbamento interiore.

Paola D’Adamo  paoladadamo@vastoweb.com

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