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Abbandono di minori: madre assolta si batte per far annullre l'adottabilità della figlia

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VASTO. Disperata  per l’abbandono del marito si era ammalata di una grave forma depressiva trascurando la figlia. La bambina venne dichiarata adottabile e lei finì in giudizio con l’accusa di abbandono di minori. Dopo 4 anni  il giudice monocratico del Tribunale di Vasto ha assolto la donna dichiarandola “non punibile poiché incapace di intendere e di volere al momento dei fatti”. 
La donna venne  accusata con una denuncia anonima di aver omesso di praticare le necessarie cure morali e materiali alla propria figlia. La vicenda sul tavolo  dei Servizi Sociali e dell’Autorità Giudiziaria. La perizia psichiatrica sull’imputata, eseguita dal dott. Vincenzo Vecchione di Campobasso ha rivelato l’incapacità di intendere e di volere della madre al momento dei fatti in ragione di una rara e grave forma di stress psicofisico. Ora la donna sta meglio e sta recuperando le proprie capacità. ” Grazie all’aiuto dei  familiari e delle istituzioni, é pienamente recuperata e guarda al proprio futuro di madre con maggiore fiducia”, conferma l’avvocato Gianni Menna. La sentenza assolutoria ha giovato e non poco all’imputata. 
Il peggio è passato anche se la battaglia giudiziaria non può dirsi terminata dal momento che è tuttora in corso, davanti alla Suprema Corte di Cassazione, il giudizio civile sulla dichiarazione dello stato di adottabilità della minore. “Ovviamente, la pronuncia assolutoria adottata dal Tribunale di Vasto dà nuovo vigore alle speranze della mia cliente in ordine agli esiti favorevoli del giudizio penale. La madre, ora pienamente recuperata nelle sue facoltà, attende con fiducia la pronuncia della Cassazione nella speranza di poter tornare a vivere con la propria creatura aiutata anche dalla propria famiglia”, dice l’avvocato Menna. Paola Calvano paolacalvano@vastoweb.com

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