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Danni maltempo: delibera in ritardo il territorio vastese è stato escluso

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VASTO.  “Una Delibera scritta male, approvata in ritardo, con la quale si rischia di perdere i rimborsi destinati alle aziende agricole colpite dal maltempo del 4, 5 e 6 marzo scorso e dalla quale sono state escluse zone importanti come l’intera provincia dell’Aquila, la Marsica, gran parte del Vastese e la Val Vibrata”. E’ quanto hanno dichiarato il Presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo e il Capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri nel corso di una conferenza stampa svoltasi questa mattina a Pescara.
“Questa Regione  – evidenzia Febbo – continua a escludere i territori così come fatto in occasione del provvedimento del 23 dicembre scorso, per il riconoscimento delle avversità atmosferiche per le aziende olivicole che aveva escluso la provincia di Chieti e quella di Teramo. Oggi il copione si ripete: il 27 maggio 2015 è stata approvata la Delibera n.410 per il riconoscimento dell’eccezionalità degli avversi eventi atmosferici del 4, 5 e 6 marzo in parti del territorio delle province di Chieti, Pescara e Teramo. In quei giorni si sono verificate infatti copiose nevicate che avevano causato danni pesantissimi a produzioni agricole e alle strutture.
Il Decreto legislativo n.102/2014 stabilisce le modalità per la delimitazione del territorio colpito e l’accertamento dei danni conseguiti ma soprattutto che la proposta di declaratoria deve essere approvata entro 60 giorni dalla cessazione dell’evento dannoso (quindi il 5 maggio 2015): prima grave criticità. Tra l’altro con la Delibera si chiede una proroga di 30 giorni e anche qui si evince la superficialità e la sciatteria di come sia stata affrontata una situazione così grave.
Dal provvedimento è stata esclusa l’intera provincia dell’Aquila che secondo gli uffici regionali non avrebbe subito nessun danno così come la Marsica (che produce il 25% del Pil regionale): seconda grave omissione. Va sottolineato che sono stati completamente esclusi territori di primissimo piano in termini di economia rurale come il Vastese e la Val Vibrata e Comuni come San Salvo (patria dell’ortofrutta) e Cupello (capitale del carciofo). Questo provvedimento – aggiunge Febbo – è figlio del caos totale che regna negli uffici regionali con una macchina amministrativa completamente inceppata: tutto è fermo, altro che Regione facile e veloce”.
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