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Giallo di Cupello, Marcovecchio invita i cittadini a fare squadra

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CUPELLO. Resta avvolta da mistero l’aggressione di ieri mattina subita nel centro di Cupello dallo storico edicolante. Un giovane è entrato nel locale si è sfilato il casco e con il casco ha colpito con violenza al volto il commerciante. I carabinieri escludono che all’origine del gesto possa esserci un tentativo di rapina.
“Il giovane non ha chiesto nulla e preso nulla. Neppure i soldi che il commerciante aveva in tasca”, afferma il maggiore dei carabinieri, Giancarlo Vitiello. Sta di fatto che il commerciante, L.S., 66 anni, a causa delle ferite si è accasciato con il volto insanguinato su una sedia ed ha dovuto far ricorso alle cure dei medici del pronto soccorso del San Pio. Facciamo squadra. Chi ha visto aiuti le forze dell’ordine a identificare l’aggressore e il suo complice. Invito le forze dell’ordine ad impegnarsi al massimo per arrivare all’identificazione dei due giovani violenti e qualora venissero presi auspico una pena severa”. 
La città è furiosa, sconcertata e sempre più preoccupata. “Il crescendo di violenza è innegabile. L’auspicio è che il gesto del giovane con il casco non venga classificato “una bravata”. Con o senza rapina si tratta di un’azione violenta che non può essere giustificata in alcun modo”, dice Camillo D’Amico, rappresentante della Copagri. 
Tante le ipotesi all’origine del gesto. Se si è trattato di un’azione punitiva cosa c’è all’origine del pestaggio? “E’ quello che stiamo cercando di scoprire. Non appena possibile ascolteremo la vittima”, dice il maggiore Vitiello.
paolacalvano@vastoweb.com

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