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Magnacca ai carabinieri: siate costruttori e difensori dei valori della pace

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SAN SALVO. La città ha celebrato la ricorrenza della Virgo Fidelis, patrona dell’Arma dei Carabinieri, ed ha unito, come già avviene da qualche anno, in questo percorso della memoria il ricordo delle vittime dell’attentato di Nassiriya quando il 12 novembre 2003 morirono 19 persone, tra carabinieri, militari e civili per lo scoppio di un camion cisterna pieno di esplosivo davanti a una base italiana in Iraq.  Su iniziativa della sezione di San Salvo dell’Associazione nazionale dei carabinieri (Anc), con l’adesione del Comune di San Salvo e di diverse associazioni combattentistiche e d’Arma, in piazza Nassiriya si è svolta questa mattina la manifestazione rievocativa che si svolge la prima domenica utile dopo il 21 novembre. 
Il presidente dell’Anc di San Salvo Alfonso Mastroiacovo ha desposto un mazzo di rose al Monumento della Speranza, dedicato ai caduti di Nassiriya e realizzato dall’artista Claudio Gaspari, con il saluto del sindaco Tiziana Magnacca e del comandante della stazione carabinieri di San Salvo Giuseppe Lavecchia.   A prendere per primo la parola Lavecchia che ha ricordato la cruenta battaglia di Culqualber, combattuta in Abissinia (l’attuale Etiopia) tra il 6 agosto e il 21 novembre del 1941 fra italiani e inglesi, a cui è legata la Virgo Fidelis.   
Nel suo intervento il sindaco ha sottolineato come questa celebrazione posa diventare essere un’occasione per invitare tutti, e in particolare gli uomini delle forze dell’ordine impegnati nelle missioni all’estero, a essere costruttori e difensori della pace. «E lo facciamo anche oggi – ha ribadito il sindaco di San Salvo – nel celebrare episodi della storia bicentenaria dell’Arma, che fanno del carabiniere un servitore dello Stato con il suo impegno quotidiano e instancabile per la difesa della legalità, nella fedeltà allo Stato, caratteristica indiscutibile dei Carabinieri che si contraddistingue per il motto “Nei secoli fedele”». 
«I cittadini – ha concluso il sindaco – devono avere atteggiamenti di fiducia e stima nei confronti degli uomini e delle donne dell’Arma e più in generale in tutte le forze dell’ordine che con onore garantiscono la sicurezza e la legalità nel nostro Paese».  Poi tutti in corteo per raggiungere la chiesa di San Giuseppe per la santa messa celebrata da don Raimondo Artese che nel commentare il vangelo della domenica ha invitato i presenti alla condivisione e al dialogo soffermandosi sul significato della parola potere con la sua declinazione di servizio agli altri.  
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