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D'Alfonso: La diga di Chiauci invece di acqua produceva incarichi

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VASTO. Il presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, ieri sera in una gremita sala consiliare del Comune di Vasto, ha illustrato il Masterplan dell’Abruzzo. Citando i progetti presentati dal Comune di Teramo –ha detto- non sono le questioni politiche che orientano le risorse. Teramo oggi dal punto di vista politico conta zero. Però ci sono giacimenti di attrattiva culturale dal punto di vista scientifico che noi abbiamo valorizzato perché c’erano i progetti pronti. 
Dove non si trova la canalizzazione è per l’assenza di progetti. E il progetto non è quello degli incollanati del Consorzio di bonifica. Vi prego giornalisti presenti scrivetelo perché voglio un’indagine penale. Gli incollanati del Consorzio di bonifica di Vasto -ha non hanno prodotto i progetti al pari di quelli riguardanti l’Università di Teramo concernenti per esempio, il manicomio di Teramo o lo zooprofilattico . 
Dove c’è una percentuale  di risorse che sucontinuato D’Alfonso- supera abbondantemente la densità democratica che voi avete anche conteggiato. Io vengo da unna zona, la Provincia di Pescara, la vallata del Pescara, 60 mila abitanti, se ci si mette la collina sono altri 20 mila abitanti, 80 mila abitanti hanno avuto zero, con la più forte rappresentanza politica in questo momento nella giunta regionale.  Quando si esprimono fotografie giudicanti come si produce?. Questa è un’opportunità finanziaria che fronteggia progetti propri. Questo vorrei dirlo anche a quel vociante di San Salvo, che ogni tanto testimonia anche lui la sua esistenza in vita. 
E’ la continuità che fa i progetti. La continuità sui temi e sui progetti. Preparatevi a fare i progetti, che non sono le candidature di questo perito agrario o di quell’altro. Progetti di visione d’insieme.  E’ questo quello che ha incatenato il consorzio di bonifica di Vasto. Perché c’è stata una sarabanda di progettisti. La diga di Chiauci anziché produrre acqua produceva incarichi di progettazione. Voglio ricordare che mi sono alzato alle 4.00 del mattino per andare a parlare con il commissario dell’Agensud  affinché non ci togliessero soldi. A soldi già tolti. Su questa roba va prodotto il clima dello scandalo. 
Io vi garantisco che le risorse ci sono, ma c’è bisogno delle risorse progettuali e poi c’è bisogno delle risorse reali. Molte volte si fanno opere che non corrispondono al bisogno reale. Circola una battuta, non so se è vera, che a Vasto ci sia  un campo di pannelli fotovoltaici che costa per la manutenzione 150 mila euro l’anno. E’ vero? Io non so chi è lo scienziato che ha fatto questo contratto, è di proprietà pubblica? . 
Quella roba lì non si farà più. Io -ha concluso D’Alfonso- parlo il dialetto delle imprese vere, che fanno i fatturati. Imprese che mi hanno sempre sostenuto, che mi vogliono bene. Se gli faccio uno schiocco di mani sono pronti a fare tutto, perché mi conoscono da 30 anni”.
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