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Montevecchio e il suo passato, le accuse di Forte

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VASTO. “Non era sciatteria del regime di centrodestra la distruzione della collina di Montevecchio allorquando veniva deciso di distruggerla con una immensa colata di cemento? Erano gli anni novanta e l’Amministrazione Comunale di Vasto, guidata all’epoca dal sindaco Giuseppe Tagliente, con Massimo Desiati fedele guerriero, affidava a due tecnici umbri (Pieroni e Guerri) la stesura del Nuovo Piano Regolatore Generale della Città. 

Un PRG che ha devastato questa perla dell’Adriatico prevedendo colate di cemento ovunque, anche in luoghi di pregio come, per l’appunto, la collina di Montevecchio dove lo scempio, fino ad ora, è stato consumato solo in parte. 

Infatti quel PRG, che nel tempo per motivi mai chiariti ha perso in calce la firma dei due progettisti umbri (sostituiti da altri), prevede altri pesantissimi interventi urbanistici che mettono a rischio la stabilità stessa del declivio.

Una collina lungo la quale lussuose ville sono state camuffate come rimesse attrezzi agricoli e grandi piscine sono diventati acquari.

La sciatteria di quella gestione della cosa pubblica trovò l’apice in località “La Canale” dove su un pezzettino di terreno fu  fatto edificare un complesso residenziale che non dispone nemmeno della rete fognaria. Ma dimenticavo di dire che quei terreni erano di proprietà di “quattro amici” che, all’epoca, assicuravano un buon sostegno elettorale. 

 

Peppino Forte”.


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