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Tamponamento a catena alla Marina, la Procura apre un'inchiesta

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VASTO. Aperta una inchiesta sulla morte di Giovanni Rosati coinvolto a fine gennaio in un tamponamento a catena sulla statale Adriatica, a Vasto marina, mentre andava in ospedale per curare i malanni di cui soffriva. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. Rosati è morto il 2 febbraio all’ospedale Spirito Santo di Pescara. La salma è stata trasferita all’obitorio e ieri mattina è stata fatta la perizia. L’autopsia sul corpo dell’anziano è stata affidata al medico legale Pietro Falco. Al termine l’anatomo patologo non ha voluto rilasciare dichiarazioni. “Servono altri esami e approfondimenti”, si è limitato a dire. 
Sull’incidente e’ stato rimesso un dettagliato rapporto in procura dalla polizia municipale diretta dal tenente Giuseppe Del Moro. Subito dopo l’incidente Rosati sembrava aver avuto una banale distorsione al rachide cervicale. Sarà la perizia a stabilire se il trauma si è rivelato fatale. Il feretro di Rosati, 84 anni, di Santa Croce Magliano (Campobasso), è stato riconsegnato ai familiari. L’incidente nel quale il pensionato è rimasto coinvolto si è verificato sull’Adriatica in direzione nord, all’ altezza della concessionaria Ford. Rosati era a bordo di una Renault Clio guidata dalla figlia. La donna, in viaggio da qualche ora, stava andando a Pescara per far ricoverare il padre che accusava diversi malesseri. All’improvviso, come spesso accade nelle ore di punta, quattro auto hanno cozzato fra loro. Nessuno dei guidatori si è fatto particolarmente male. Cinque i contusi: i quattro guidatori e l’anziano. Soccorso dal 118, i medici gli hanno diagnosticato la distorsione del rachide cervicale.
paolacalvano@vastoweb.com

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