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Il Tar Abruzzo ha accolto il ricorso proposto dal centro “Diomede”

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VASTO. Il Tar Abruzzo ha accolto il ricorso proposto dal centro “Diomede” di Vasto, difeso dagli avvocati Giacomo Cerullo, Giovanni De Vergottini, Marco Petitto,  contro il provvedimento di diniego – emanato dal  Commissario Straordinario alla Sanità, Luciano D’Alfonso, e dalla Regione Abruzzo – avverso l’istanza di autorizzazione che il Centro aveva richiesto al fine di poter installare presso la propria sede un macchinario di risonanza magnetica del tipo “total body”.  
Il TAR nella motivazione afferma che la previa verifica della compatibilità dell’installazione rispetto alla programmazione sanitaria regionale “non può risolversi alla luce dell’art. 32 della Costituzione – che eleva la tutela della salute a diritto fondamentale dell’individuo – e dell’art. 41 – teso a garantire la libertà di iniziativa di impresa – in uno strumento ablatorio delle prerogative dei soggetti che intendano offrire, in regime privatistico (vale a dire senza rimborsi o sovvenzioni a carico della spesa pubblica, e con corrispettivi a carico unicamente degli utenti), mezzi e strumenti di diagnosi, di cura e di assistenza sul territorio”. 
Inoltre, “una politica di contenimento dell’offerta sanitaria non può tradursi in una posizione di privilegio degli operatori del settore già presenti nel mercato, che possono incrementare la loro offerta a discapito dei nuovi entranti, assorbendo la potenzialità della domanda; inoltre, deve sottolinearsi, ancora una volta, l’irrilevanza dei criteri di contenimento della spesa sanitaria, non versandosi a fronte di soggetti che operino in accreditamento”. 
Infine “tale modus operandi –oltre a violare il principio di libera scelta del luogo di cura stabilito dall’articolo 8 bis, comma 2, del d.lgs. n. 502 del 1992 (con le conseguenze lato sensu “ablatorie” delle prerogative imprenditoriali, già evidenziate dal Consiglio di Stato nelle sentenze ed ordinanze citate) – si riverbera in un grave vulnus dell’interesse pubblico a che i pazienti (a qualunque struttura sanitaria si rivolgano, pubblica o privata) possano fruire di macchinari diagnostici i più moderni e precisi possibili.
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