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Amministrative 2016, lo strano caso delle liste delle polizia penitenziaria

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DOGLIOLA. Lo strano caso delle liste della polizia penitenziaria è un fenomeno che si sta verificando da anni in tutta Italia e  a cui anche il vastese non è immune. Infatti due comuni, quali Carunchio e Dogliola, si trovano a convivere con tale fenomeno in questa tornata elettorale. In passato era già successo per altri comuni del vastese.
Nello specifico a Carunchio è stata presenta la lista “Forza Unita”  si tratta di un lista della polizia penitenziaria che candida  Giovanna Feninno. La particolarità di questa lista è che sia il candidato sindaco che i 10 candidati consiglieri sono tutti residenti e nati altrove. Solo un candidato è nato in Abruzzo, ad Atessa, si tratta di Maurizio Cellini.
Lo stesso caso è avvenuto a Dogliola dove è stata presentata la lista “Gruppo Nuovo” , lista della polizia penitenziaria che candida Pietro De Marco. Anche in questo caso, come per Carunchio, i candidati sono tutti non residenti nel comune dove si candidano. L’unico della zona è Nicolino Budano, che è nato a Vasto. A questo punto la domanda che sorge spontanea è la seguente: Che senso ha presentare queste liste in paesi dove si ha la certezza matematica di non prendere voti? Questa domanda se l’è posta  anche  l’abruzzese Gianni Mellilla, che in parlamento ha presentato un’interrogazione proprio su questo argomento:
” In occasione delle prossime elezioni comunali -scrive Melilla nella sua interrogazione-sono tanti i rappresentanti delle forze di polizia che candidandosi alle suddette elezioni usufruiscono di un periodo di 30 giorni di aspettativa retribuita; ciò provoca abusi intollerabili con un danno per lo Stato e l’efficacia dei servizi di sicurezza con ricorso a straordinari a carico di chi deve sostituire chi si mette in aspettativa;al proposito l’interrogante cita il caso limite di Carapelle Calvisio in provincia dell’Aquila, un piccolo comune di soli 67 elettori ed elettrici in cui sono state presentate 7 liste con 65 candidati di cui ben 17 appartenenti a forze di polizia che non vivono in quel paese”.
In poche parole le liste vengono presentate con un solo fine, quello di poter accedere ai 30 gironi di aspettativa retribuita, che la legge permette al fine di poter svolgere la propria campagna elettorale. A questo punto sarebbe meglio parlare di una “fittizia” campagna elettorale e null’altro, con la presentazione delle liste effettuata per meri scopi personali. Ha fatto bene dunque Gianni Melilla a proporre un’interrogazione in tal senso con relativa proposta di legge di modifica di questo assurdo provvedimento.
Federico Cosenza

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