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Tre giorni di sciopero alla Sevel sugli straordinari di luglio

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ATESSA. “Lavoro straordinario a luglio, ferie scaglionate, recupero a data da destinarsi delle fermate tecniche e, per completare l’opera,  straordinari a fine turno per chi lavora di notte. Ovviamente -si legge in una nota della Fiom- è bene ricordare cosa la Sevel ha determinato nel corso degli ultimi mesi:pause ridotte, operazione che ha tolto alle persone il diritto ad avere un giusto periodo di riposo;aumento dei carichi di lavoro, crudele iniziativa di profitto che espone chi opera al rischio di trovarsi a vivere una vita lavorative infernale.

  • Salari più poveri, progetto che aumenta lo stipendio dell’azionista ed impoverisce le famiglie;
  • pretesa di lavorare al sabato ed alla domenica, tra l’altro nel mese di luglio, richiesta disumana che devasta la condizione psicofisica.
  • Ferie scaglionate, un piano che determina un dissesto totale della vita sociale;
  • gestione della recente fermata  tecnica, una enorme porcheria. Pretendere che le persone si rechino a lavoro, quando la Sevel sa che la fabbrica resterà ferma per ragioni tecniche, per poi rispedirle a casa, è una evidente offesa alla dignità.
  • Straordinario notturno, richiesta inaccettabile! Chi lavora  di notte non può svolgere turni di lavoro da undici ore, è intollerabile anche per i rischi derivanti da un sacrificio così sproporzionato.

Dinanzi a tutto quanto sopra elencato, la Fiom ritiene assolutamente necessario ricorrere allo sciopero che metterà in atto sugli straordinari di luglio. Tre turni di sciopero da attuarsi nelle giornate 9, 16 e 24 luglio (otto ore per ogni turno lavorativo).

Le altre Organizzazione, con gli accordi sottoscritti, non possono più difendere gli interessi generali di chi lavora e soffre per produrre una ricchezza che finisce nelle tasche di pochi Vip. La Fiom è con i lavoratori, la Fiom è per rilanciare un percorso di recupero della vita, ormai surclassata dalle logiche del profitto, la Fiom vuole continuare a stare con chi lavora  e cercherà con tutte le sue forze di ristabilire una condizione di rispetto vero per le lavoratrici ed i lavoratori della Sevel.

Le persone vanno rispettate in quanto uomini e donne che lavorano per la loro dignità e per quella delle loro famiglie, concetto che va difeso e sostenuto anche in fabbrica. Le lavoratrici ed i lavoratori non hanno bisogno soltanto del sostentamento economico, ma anche di rispetto. La produttività non può surclassare la vita.

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