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“Bench Art”, panchine artistiche in favore dell’integrazione

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CASALINCONTRADA. A pochi giorni dai tragici fatti di Fermo, gli Italiani si “scoprono razzisti” e si vergognano di quanto accaduto, tant’è che sui Social Network le bacheche sono rigogliose di messaggi di solidarietà e di ripudio verso le intolleranze. Tutti nel day after prendono le distanze da chi quotidianamente lancia messaggi politici di chiusura verso il fenomeno migratorio e, superato quel confine invalicabile che ha generato odio e morte, disconoscono il proprio connazionale assassino.

Si dice “fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce”, e nel Paese Reale il sentimento popolare è invece già orientato verso un percorso di apertura, accoglienza e integrazione, e tante sono le iniziative finalizzate a facilitare questo processo. Una di queste è sicuramente “Bench Art”, “Panchine Artistiche” in italiano.

Nel centro di accoglienza “Villa Elena” di Casalincontrada hanno pensato di organizzare un contest in cui i migranti, divisi in squadre da sei, hanno decorato le panchine lungo il viale alberato all’interno della struttura, esprimendo non solo le proprie capacità artistiche, ma il proprio “io” interiore, la loro sensibilità, le loro emozioni, nonché il loro mondo.

A supervisionare i lavori il Responsabile del Centro, Giovanni Smaldone, il referente della struttura Lorenzo D’Arcangelo e l’arte-terapeuta Valentina Di Petta, coadiuvati dagli operatori del centro dalla Pro Loco di Casalincontrada. La “gara” artistica, sotto gli occhi della cittadinanza incuriosita dalla particolarità dell’evento, è stata occasione di incontro e ha prodotto qualcosa che rimarrà alla cittadina. Come spesso accade nel mondo dell’arte moderna, l’esperienza creativa è quella che conta, come momento di condivisione, di emozione e di estrinsecazione del proprio mondo interiore. Il fatto che ciò sia avvenuto con la compartecipazione dei cittadini e dell’amministrazione comunale ha reso il contest un’esperienza memorabile ai fini dell’integrazione e della conoscenza.

“Bench Art” è solo una delle molteplici iniziative ideate e realizzate dal Consorzio Matrix, che gestisce questo e altri centri di accoglienza in Abruzzo, con la finalità di far “crescere foreste” contro la diversità e apertura verso gli altri.

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