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Melilla: i treni utilizzati in Abruzzo sono tra i più vecchi d’Italia

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VASTO. Lo scontro, nei giorni scorsi, tra i treni in Puglia, che ha provocato 27 morti e 50 feriti  ha acceso un faro sulla arretratezza del sistema ferroviario in cui l’Abruzzo è storicamente collocato. Sulla questione interviene il deputato abruzzese Gianni Mellilla di Sel-Si.  “Sulla linea adriatica non c’è l’alta velocità; le frecce rosse, solo recentemente istituite, sono poche –dice Melilla- e con orari scomodi e non appropriati, le frecce bianche sono insufficienti, i treni notturni sono stati assurdamente ridimensionati, la politica tariffaria penalizza fortemente gli utenti abruzzesi e adriatici al punto tale che si viaggia con biglietti più cari di quelli riservati all’alta velocità nella linea tirrenica. L’ Abruzzo spicca nella sua negatività: dei suoi 401 kilometri di rete ferroviaria (appena 39,3 km ogni centomila abitanti ), ben il 76,5% è a binario unico; solo il 23,5% è a doppio binario; il 39,3% della linea non è neanche elettrificato.

I treni che si utilizzano sono tra i più vecchi in dotazione in Italia, in particolare quelli dedicati al trasporto pubblico locale (cioè ai pendolari lavoratori e studenti) spesso sono sporchi, non dispongono di climatizzazione, frequentemente hanno guasti, non hanno servizi igienici accettabili, non forniscono servizi di bar o ristorazione. Soprattutto nelle linee interne da Pescara verso Sulmona Avezzano Roma, verso Teramo, verso Vasto e Lanciano o da Sulmona verso L’Aquila, o da Avezzano verso Roccasecca, l’offerta di treni è in costante calo. Sono state tagliate relazioni storiche come la Pescara Napoli via Sulmona che era in passato una delle grandi trasversali appenniniche Adriatico-Tirreno, in vita per tutto il novecento. E a cascata è stato abolito il sub-collegamento tra Sulmona-RoccarasoCastel di Sangro- Carpinone che garantiva la relazione storica tra Abruzzo e Molise.

Naturalmente questi tagli sono stati coperti dalla proliferazione di collegamenti via gomma da parte soprattutto di aziende private. La Pescara Roma è una prova illuminante della insipienza di Trenitalia. Ci sono iniziative lodevoli della Regione Abruzzo che certamente non sottovaluto, ma siamo molto lontani da quello che sarebbe necessario. Le istituzioni -conclude Melilla- devono rovesciare il tavolo delle trattative con Trenitalia e assumere iniziative clamorose per salvare il futuro del sistema ferroviario abruzzese che così com’è, è destinato alla sicura morte per consunzione”.

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