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Stefano Lanzano, un vastese a scoprire un’inedita epistola di Rossetti

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VASTO. Un giovane vastese, Stefano Lanzano, è stato recentemente protagonista di un’importante scoperta letteraria che interessa la città di Vasto, ma che avrà risvolti notevoli nell’intero panorama della cultura italiana di fine ‘800. Si tratta della scoperta di un’epistola scritta da Gabriele Rossetti nel 1853 e indirizzata al nipote Teodorico Pietrocola, dopo esser venuto a conoscenza della morte di suo padre, Luigi Pietrocola, avvenuta il 22 novembre dello stesso anno.

Stefano, studente laureando presso la Facoltà di Lettere dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti, sta lavorando alla stesura della sua tesi specialistica, sotto la guida del Centro Europeo di Studi Rossettiani, diretto dal Professor Gianni Oliva, docente di Letteratura italiana, con il Professor Mirko Menna e in collaborazione con l‘Università D’annunzio e il Comune di Vasto.
Il giovane studente vastese si è avvicinato al Centro di Studi Rossettiani dopo aver svolto presso di esso un periodo di tirocinio organizzato dall’Università nel 2012 e a seguire non ha mai smesso di prendere parte a tutte le manifestazioni culturali organizzate, che hanno l’obiettivo di diffondere nel mondo la conoscenza delle opere rossettiane assieme alle vicende che riguardarono in prima persona l’esule poeta vastese.

La dissertazione di Stefano verrà incentrata sull’Istonio, il giornale vastese fondato da Emilio Monacelli nel 1888 e stampato fino al 1912, con particolare attenzione ai testi letterari e critici contenuti in esso.
Un lavoro molto lungo – ci dice – dal momento che il giornale contiene un gran numero di brani che vanno letti ed analizzati. Ho trovato la lettera mentre sfogliavo la raccolta completa dell’Istonio, donata all’Archivio Storico Comunale della famiglia Cordella. In origine l’esistenza della lettera è emersa da un pezzo scritto da Luigi Anelli, uomo poliedrico e di fama nel panorama culturale abruzzese, ed indirizzato al giornale con cui collaborava, in cui si compiace di aver recuperato del materiale storicamente importante da destinare al Gabinetto Archeologico di Vasto. Tra quel materiale c’era questa lettera scritta da Gabriele Rossetti a Teodorico Pietrocola alla fine del 1853. L’epistola rappresenta un’ulteriore testimonianza dei legami che Rossetti aveva intessuto con la sua famiglia e che manteneva saldi nonostante la sua lontananza, dal momento che egli viveva in Inghilterra“.

Insomma, è una scoperta non di poco conto quella di Stefano e si presenta come un ulteriore tassello di un più grande mosaico di studi, che molto attivamente si stanno svolgendo in Italia e all’estero e che ineriscono il florido panorama culturale abruzzese di fine ‘800.
Un onore, per la città di Vasto, essere patria di giovani ricercatori che hanno ancora a cuore la sua storia, così come quella degli importanti personaggi che hanno animato la vita intellettuale nei secoli che ci hanno preceduti.

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