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Cieri: Non sottoscriviamo un documento a chiara matrice dalfonsiana

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VASTO. Nel corso del consiglio comunale straordinario sulla Sanità è intervenuta per il Movimento cinque stelle la consigliera comunale Ludovica Cieri.

Il Piano Sanitario -ha spiegato la pentastellata- non ha fatto nulla per potenziare i servizi territoriali, ha solo tagliato, limato i costi e non è servito nemmeno a farci uscire dal commissariamento.
La sanità è ridotta a una mera questione di bilancio: solo numeri, solo tagli. Tagliamo i posti letti senza aver prima davvero potenziato i servizi sul territorio e i problemi maggiori, che tutti conosciamo, restano irrisolti. Mentre la sanità privata tende a sostituire quella pubblica.
Rivolgendosi all’assessore PaolucciLudovica Cieri ha aggiunto- Lei ha detto che Vasto e Lanciano sarebbero diventati ospedali Dea di Primo livello (ossia un dipartimento di emergenza e accettazione che prevede, oltre al pronto soccorso, medicina generale, chirurgia, ortopedia e traumatologia, cardiologia con Utic ed emodinamica), cioè una serie di strutture atte a garantire la complessità delle cure al paziente.
“Spoke” identifica invece una struttura semplice, che rientra nella logica del modello di distribuzione dell’assistenza ospedaliera “hub & spoke”.
Gli “Hub” (come i grandi aeroporti internazionali) sono gli ospedali che gestiscono i casi più complessi, offrono l’eccellenza specialistica; gli “Spoke” sono i centri ospedalieri a media intensità di intervento, che gravitano intorno ai grandi “scali” specialistici.
Cosa siamo noi qui a Vasto, Assessore, Dea di 1° livello o spoke?

Questa bella rete Hub&Spoke, secondo la vostra strategia, crea all’utenza seri problemi di copertura dei servizi: abbiamo 2 Hub a Chieti e Pescara 2 Spoke a Lanciano e Vasto (2 strutture semplici in una zona molto ampia, a scendere verso Sud, fino al confine col Molise). Si tratta peraltro dei 2 Spoke che fanno il maggior numero di interventi l’anno con le autoambulanze, e ne hanno una sola medicalizzata!
Se una notte, alle 22:30, il Sig. Rossi ha un incidente in moto e riporta un trauma cranico-commotivo, va trasferito immediatamente all’Hub specialistica di Pescara con l’ambulanza. L’ambulanza di Vasto va a Pescara e il vastese resta scoperto.

Alle 23:00 il Sig. Bianchi ha un infarto e va portato immediatamente a Chieti. Chi risponde al Sig. Bianchi nei tempi previsti dalla legge italiana? (Il D.p.R. 27 marzo 1992 recante “Atto di indirizzo alle Regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza” prevede che rispondiamo al Sig. Bianchi entro 8 minuti nel centro urbano, 20 minuti in zona extra-urbana). Lo dice la legge e noi non possiamo rispettarla. E il Sig. Bianchi per ogni minuto che passa aumenta il rischio di riportare un danno cerebrale irreversibile.
Questa è la Sua Dea di 1° Livello? Il suo concetto di potenziamento del servizio sul territorio?
Come pensa l’Assessore Paolucci di risolvere questo problema?
Immagino voglia parlarci di elicottero in volo notturno. Ma ci dovrebbe dire anche dove sono le piattaforme necessarie per consentire il volo notturno, che è legato a postazioni e coordinate ben precise, non potendo di notte l’elicottero volare a vista.
Noi un suggerimento lo avremmo: si chiama India-Msi: mezzi sanitari intermedi, che non necessitano di essere medicalizzati e salverebbero vite con specifici protocolli e procedure, facendo la differenza per il Sig. Bianchi. Invece qui in Abruzzo Lei ragiona al contrario, vuole mettere quanti più medici possibili dentro le ambulanze e si inventa le “guardie mediche in ambulanza”: toglie le guardie mediche dal territorio e pensa di metterle dentro le ambulanze. Ma il servizio di emergenza-urgenza non prevede questo!

A Vasto c’è una convenzione con ambulanze e personale che cambia di continuo, ogni tanto sale su un’ambulanza un ragazzo nuovo, che non conosce bene protocolli e procedure, non ha adeguata formazione, e questo può fare la differenza per il paziente che su quella ambulanza ci deve salire. Mentre a Chieti il personale viene assunto e formato dalla ASL.
Le cooperative che ruotano attorno alla Asl 02 sono infinite, cambiano di continuo gli gli infermieri, gli autisti, i soccorritori, le ambulanze.

Perché per una visita cardiologia in una struttura sanitaria regionale devo aspettare 6 mesi ma se tiro fuori 130 euro me la fanno in 2 giorni, all’interno dello stesso ospedale, con lo stesso macchinario, con lo stesso cardiologo?  Questa è sanità privata, non pubblica.

L’Intramoenia non nasce per incentivare la sanità privata, ma per consentire al paziente di decidere eventualmente di scegliere il medico da cui farsi seguire.
Il problema qui è politico. Tante Regioni lo hanno risolto secoli fa, con gettoni agli operatori che invece di ricorrere furbescamente all’Intramoenia si impegnano a ridurre le liste d’attesa programmando una serie di visite in rapida successione: così la Regione garantisce il servizio in tempi accettabili. E i continui tagli dei posti letto a livello territoriale non dovevano avvenire dopo il potenziamento sul territorio? Oggi i tagli li abbiano visti, ma quali sono i potenziamenti territoriali? Qui non li vediamo”.

In merito alla mancata sottoscrizione del documento firmato da tutti i rappresentanti di maggioranza e minoranza tranne il M5S Ludovica Cieri dichiara:” Laudazi aveva presentato un documento che già in parte non condividevamo, ma questo è stato addirittura ritirato per essere sostituito da un nuovo documento su cui la maggioranza cercava l’unanimità. Noi non sottoscriviamo un documento a chiara matrice dalfonsiana. Il Pd se lo firmi da solo, o con l’appoggio delle altre opposizioni, ma non del M5S”.

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