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Guardie mediche, Febbo: “Notificati gli ordini di chiusura solo per la provincia di Chieti”

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ABRUZZO. “Come volevasi dimostrare. Scende la mannaia sulla chiusura delle Guardie mediche nei territori interni del vastese e del Sangro mentre nel teramano resteranno aperte al contrario di quanto deciso è scritto nel Piano sanitario“.

Questa l’amara constatazione del Presidente della commissione vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo.

“Infatti da oggi 1 ottobre – spiega Febbo – con nota del 29/09 a firma del Direttore generale vengono chiuse il Servizio assistenziale dei comuni del vastese Scerni, Cupello e Celenza Sul Trigno insieme agli altri comuni della provincia di Chieti, Palena, San Vito e Quadri accorpandoli ad altri comuni. Una vera e propria beffa che fa apparire un Abruzzo dove ci sono figli e figliastri e disparità di trattamento. Come anche per le deroghe al declassamento per Penne e Popoli, mentre nulla per Atessa, Ortona, Gissi e Guardiagrele. Durante il nostro governo, anche se previsto nel Piano sanitario, abbiamo sempre evitato tali chiusure, questo va ricordato a chi cerca sempre di scaricare le colpe sul Governo Chiodi, e poi se non si era d’accordo con il famigerato Decreto n. 10 in oltre due anni perché non si è revocato? Tanto più adesso che siamo usciti dal Commissariamento si potevano adottare politiche diverse e/o almeno uguali. Queste chiusure creerà tra gli utenti disagio nel spostarsi in altri comuni e soprattutto un enorme disservizio visto che, ad oggi, ancora non è partita la rete di emergenza urgenza promessa dall’assessore regionale Silvio Paolucci. Le auto mediche ancora non vengono disposte su tutto il territorio e mancano ancora del personale specializzato a bordo. Tutto questo mentre nella Provincia di Teramo vengono prese altre e diverse decisioni dove alcuni colleghi di Paolucci fanno prevalere logiche di campanile e di mera spartizione  su una materia delicata, sensibile e fondamentale come la pianificazione sanitaria. Pertanto – conclude Febbo – attendiamo di capire le motivazioni e la posizione del governo regionale, e dei consiglieri di maggioranza della Provincia di Chieti,  visto che ho presentato una risoluzione urgente su questo argomento che si discuterà martedì prossimo in consiglio regionale”

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