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Centri di ricerca, Febbo: “La regione non decide nulla sul loro futuro”

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L’AQUILA. “Come anticipato solo qualche giorno fa la Regione Abruzzo sui Centri di ricerca non decide, non programma e, cosa più grave, non riesce a sbloccare quel famoso milione di euro destinato a tenere in vita il Cotir, Crab e Crivea“.

Questo il commento del Presidente della Commissione vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo che racconta come “anche oggi questa maggioranza in seduta di commissione ha ritirato l’emendamento sulla patrimonializzazione degli immobili decidendo di non decidere di non prendere una posizione per il futuro della ricerca. Infatti, oggi questo esecutivo – spiega Febbo – dopo aver raggiunto anche l’accordo con i sindacati regionali, ma non quelli territoriali e la Rsu, non sono riusciti ad approvare e far partorire una decisione che salvaguardasse il futuro dei centri come appunto quella della patrimonializzazione. Niente liquidità significa bloccare i prossimi programmi di ricerca. Oggi hanno decretato la morte del Cotir, Crab e Crivea. L’immobilismo di questo governo di centro sinistra è vergognoso e imbarazzante. Sono quattro mesi che i lavoratori dei tre Centri sono in attesa di ricevere il finanziamento stabilito lo scorso luglio durante una serie di riunioni con i rappresentanti sindacali. Ed in questi mesi purtroppo non abbiamo visto nessun sindaco salire e protestare sui tetti. Un’atteggiamento assurdo quello assunto dalla Regione Abruzzo che, dopo aver approvato quest’estate uno specifico emendamento, tradotto in legge, promulgata e pubblicata sul Bura che stanzia 1 milione di euro per Crab, Cotir e Crivea, ancora non si procede all’erogazione di tale somma com’è altrettanto incomprensibile che da marzo i lavoratori aspettano una risposta sulla proposta di Centro unico avanzato dai stessi Commissari liquidatori. Oggi è palese che questa Regione non intende risolvere i problemi sia dei lavoratori a sia dei tre centri di ricerca, che da ben 22 mesi non percepiscono lo stipendio. Ormai la fase di liquidazione dura ormai da due anni e dopo i roboanti annunci di interventi di importanti aziende estere nazionali e abruzzesi , credo sia arrivato il tempo di far uscire allo scoperto il progetto presentato dai liquidatori nel lontano marzo 2016 e lavoraci seriamente e velocemente. E’ improcrastinabile superare la fase di liquidazione altrimenti i Centri non potranno rispondere ai bandi per la ricerca della prossima programmazione 2014-2020 e a di mare dovranno proclamare il loro default. Pertanto – conclude Febbo – ci aspettiamo che il governo regionale si renda conto che la sua non decisione e immobilismo costerà molto caro ai tre Centri se non si decide di intervenire immediatamente”.

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