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Ricciardi: “Se non cambiano le cose sarò costretto ad andar via”

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CUPELLO. A causa della disoccupazione cresce il numero di persone che lasciano l’Italia per cercare lavoro all’estero. Conosce bene questo problema Pierluigi Ricciardi titolare della Seagull una cooperativa di Cupello che ha dovuto licenziare diversi dei giovani del suo organico, uno dei quali ha trovato occupazione in Francia.

“Il problema di fondo –spiega Ricciardi- da quanto ho appreso in base alle mie esperienze è che le cose qui non cambiano e alla fine lavorano sempre i soliti amici di amici o parenti. Nel mio caso è ancor più evidente perché ho una cooperativa di servizi a Cupello e ho fatto tanti sacrifici per cercare di farla conoscere svolgendo il lavoro con professionalità e serietà. A dimostrarlo è il fatto che abbiamo avuto appalti con multinazionali.

Con la mia cooperativa ho fatto lavorare i ragazzi locali che avevano davvero bisogno di lavoro. Purtroppo a quanto pare non basta la professionalità. Dopo 4 anni di servizi offerti a grandi aziende un bel giorno hanno deciso di farci fuori con la scusa che c’era la crisi, ma guarda caso solo per la nostra cooperativa, mentre tutte le altre ditte continuano a lavorare per quelle aziende. Questo vale anche per i Comuni per cui abbiamo lavorato.

Purtroppo non ci danno più appalti e di conseguenza sono stato costretto a licenziare dei ragazzi che lavoravano con me. Visto che nei vari comuni della zona i lavori vengono assegnati sempre alle solite ditte di amici. Mi dispiace molto vedere i miei operai che sono stati licenziati nonostante abbiano sempre svolto il proprio lavoro nel migliore dei modi. Uno di loro è stato costretto ad andare a lavorare in Francia, dove appena arrivato ha trovato subito occupazione.

Quindi se continua così sarò costretto a scappare dall’Italia e portare la mia cooperativa all’estero cercando di ricominciare tutto da capo. Qui purtroppo il sistema è sempre lo stesso e se non cambiano le cose i giovani sono costretti a scappare via.

Ci tengo a precisare che non mollo e continuerò a lottare per difendere i miei diritti e quelli dei miei dipendenti che per colpa di questo sistema stanno tutti senza lavoro. Farò tutto il possibile per cercare di non chiudere la mia cooperativa che ho creato con anni di sacrificio”.

pierluigi ricciardi

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