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Giornata contro l’Aids, Amato: al “San Pio” un qualificato lavoro di cura

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VASTO. Oggi si celebra la Giornata mondiale contro l’Aids. Un’occasione per sollecitare più persone possibili ad impegnarsi nella lotta contro l’Aids e dimostrare così la loro solidarietà con le persone affette da HIV. Da oggi inoltre nelle farmacie sarà possibile acquistare  il primo auto test per l’Hiv. Il kit, distribuito da Mylan, costa 19,90 euro viene venduto senza ricetta medica. Sono necessari solo 5 minuti per eseguire un prelievo del sangue con una piccola puntura al polpastrello. Dopo 15 minuti i risultati. Prima di eseguire il test bisogna aspettare almeno 90 giorni dal momento del presunto contagio.

Abbiamo ascoltato in merito a questa importante giornata le dichiarazioni dell’Onorevole vastese Maria Amato componente della commissione Salute della Camera dei Deputati.

“Il 1 di dicembre si vive, non si celebra –ha detto Maria Amato–  la giornata mondiale per la lotta all’aids. Serve? Si perchè superato il tempo di Philadelphia e della morte di Freddie Mercury, superata la paura della peste degli anni ’80, sull’HIV è sceso il silenzio. Silenzio sulla regola internazionale per i brevetti dei farmaci che consentono all’industria del farmaco di fare il prezzo e di limitarsi al business dove ci dovrebbe essere l’etica del diritto alla cura.

Silenzio sulla mancanza di programmi di prevenzione nelle scuole e per la popolazione. Silenzio sul numero sempre alto di pazienti sieropositivi. Tra I minorenni l’uso del profilattico non è sufficientemente diffuso, è una spesa che secondo loro non vale la pena, scomodo e non gradito. Anche questo argomento come la maternità responsabile, e il rispetto del proprio corpo e di quello degli altri è argomento di progetti o di percorsi facoltativi piuttosto che essere momenti di educazione obbligatori. La prevenzione non è, non può essere considerato un costo aggiuntivo: la prevenzione è un investimento collettivo. Un numero per tutti 3444, i nuovi casi  nel 2015, due terzi sono maschi etero, circa 1000 sono minori.

E se il numero totale lascia indifferenti, come i grandi numeri, come i milioni di persone che in Africa non accedono alle cure, forse l’idea di tre adolescenti al giorno infettati colpisce di più. In un tempo in cui la riorganizzazione ospedaliera  riduce le risorse al settore infettivologico questa giornata ci ricorda quanto invece si dovrebbe investire e se anche si muore di meno, si muore ancora di AIDS e l’epatite C sta diventando una emergenza nazionale.

Mi piace sottolineare che iI San Pio di Vasto, con il Reparto di Malattie infettive ha fatto in questo campo negli anni un qualificato lavoro di cura, informazione e prevenzione, e che inseriti tra i fondi per nuovo ospedale ci sono quelli allora destinati ad un padiglione specifico per l’AIDS: un’altra epoca.  Da oggi in farmacia si trova il test per l’autodiagnosi, ma se non si torna a informare saranno poche le persone che ne fruiranno. Come sempre per la prevenzione anche per l’HIV vale il principio che non sapere non guarisce”.

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