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Il musicista Lorenzo Di Deo: “Non puoi fare per la vita un lavoro che non ami”

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Una bella intervista, quella di Vasto Web, al musicista e cantautore Lorenzo Di Deo. Giovane artista ortonese, che dall’alto dei suoi 27 anni ha già vissuto molte esperienze di vita che lo hanno aiutato ad acquisire un contorno più definito all’interno dell’ampio e multiforme panorama musicale. Lorenzo è già venuto a Vasto qualche mese fa, animando una serata presso il Crocodile Cafè; tornerà il 13 gennaio come ospite del Vico degli Artisti.

Partiamo dalle origini, raccontaci com’è nata la tua passione per la musica.

Da bambino, fino all’età di 11 anni, ho sempre pensato solo ed esclusivamente al pallone. Seguivo il calcio ed era il mio unico pensiero. A 12 anni però, mio nonno che faceva il muratore, durante un lavoro di ristrutturazione si è imbattuto in una chitarra e me l’ha regalata. L’ho tenuta in casa senza toccarla per un anno, ma nel momento stesso in cui l’ho presa in mano ho avuto una sorta di illuminazione. Volevo capire come funzionasse, così ho preso lezioni per parecchi mesi. Dopo un anno però ho abbandonato perché non mi andava che altri mi dicessero cosa fare; ho un carattere un po’ anarchico, mi piace essere indipendente e così ho continuato a studiare, ma da autodidatta. Ho suonato con diversi personaggi, sperimentando una molteplicità di stili, perché avevo bisogno di prendere consapevolezza di cosa volessi fare. A Bologna, dove ho studiato Filosofia, ho avuto la possibilità di conoscere Tommy Emmanuel, chitarrista australiano, andando ad un suo concerto. In quel momento è nato il mio amore per la chitarra acustica. Lì ho capito che non volevo più suonare quella elettrica. Nel 2015 ho pubblicato il mio primo album di inediti, “Stringimi”, disco strumentale per chitarra acustica.

Hai viaggiato tanto, ti è servito per trovare l’ispirazione?

Sì ho fatto diversi viaggi in Europa per trovare l’ispirazione, sono stati viaggi legati alla mia musica, ma è stato il viaggio in Australia e in Nuova Zelanda quello che mi ha aiutato di più. In quel periodo ero confuso, avevo pensato di prendermi una laurea in Conservatorio per insegnare chitarra, ma non ne ero così certo. Nel 2014 sono partito perché avevo bisogno di mettermi un po’ alla prova, volevo vedere cosa c’era nel mondo e volevo mettere da parte i soldi per poter autofinanziare l’uscita del disco. Per tre mesi ho fatto il lavapiatti e ho scaricato container, ma sopratutto ho sentito che qualcosa era cambiato nella mia visione delle cose. Ho scoperto cosa volevo fare e come volevo farlo, cioè ho capito che non volevo rendere accademico il mio amore per la musica. Io suono per il cuore e non per la testa; suono per le persone e proprio con loro riesco ad entrare in contatto quando faccio un live. In Australia ho capito che non si può fare per la vita un lavoro che non si ama e ho deciso così di escludere la possibilità di dedicarmi all’insegnamento.

Hai detto che oltre al viaggio in Australia c’è stata una seconda esperienza che possiamo definire esperienza di vita.

Sì esatto, si tratta dell’esperienza di un anno di lavoro in cantiere oltre che di un mese in campagna. Dovevo pagarmi l’università, ma ne avevo bisogno anche perché dopo essere stato sui libri di filosofia necessitavo di un po’ di concretezza. La vita universitaria è bella, studiare in biblioteca mette pace, ma lì fuori il mondo è un altro. E’ una sorta di lotta per la sopravvivenza e grazie al difficile viaggio in Australia prima e al lavoro in cantiere dopo ho capito che un po’ tutto ruota attorno alla sopravvivenza. Se impari a sopravvivere sarà tutto più facile, anche nella musica.

Stai lavorando ad un altro album?

Sì, a maggio uscirà il mio primo album cantautoriale intitolato “Questa volta”, con la Rusty Record casa discografica milanese. Nel mentre, oltre a suonare in molti locali abruzzesi, cerco di portare la mia musica anche in giro per l’ Italia.

Un artista sui generis, Lorenzo, nel pieno di un percorso musicale ed esistenziale che lascia trasparire ampie speranze di successo.

Fra le tante cose, ha suonato per il Roxy Bar condotto da Red Ronnie. Ed è anche endorser per le due aziende EKO Guitars e D’Orazio Strings. I capi di abbigliamento che indossa durante i concerti sono offerti da Meltin’Pot e DTALES.

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