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Centri di ricerca, Febbo: “Sul tavolo regionale solo promesse e menzogne”

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ABRUZZO. La Regione Abruzzo dopo quasi due anni di promesse ai Centri di ricerca garantisce ancora una volta lo stanziamento del famoso milione di euro deciso, cofinanziato e deliberato con apposita legge già da Luglio 2016. Praticamente l’esecutivo regionale tira fuori dal cilindro lo stesso finanziamento già deciso e non un fondo di rotazione come annunciato e promesso dall’assessore regionale, ma tace sulle determine dei Dirigenti che richiedono i ” fondi di rotazione “ cioè la restituzione del milione”.

Questo il commento del Presidente della Commissione vigilanza e Consigliere regionale Mauro Febbo a margine dell’incontro svoltosi oggi durante i lavori del Consiglio regionale tra l’assessore regionale alle Politiche agricole Dino Pepe e i rappresentati dei lavoratori del Crab e Cotir.

“Vergognoso – spiega Febbo – come, dopo tutto questo tempo, i lavoratori vengono umiliati per l’ennesima promettendo lo sblocco del famoso milione. Ricordo come già dopo l’estate si è tornati in aula per ben due volte al fine di modificare i cavilli burocratici contenuti in quella specifica Legge di luglio 2016 per addivenire ad un veloce stanziamento vista la situazione critica in cui versano i dipendenti. Oggi purtroppo registriamo ancora una volta solo promesse e menzogne da parte della Regione Abruzzo e non atti certi e concreti che possano aiutare i Centri di ricerca ad uscire dallo stallo in cui si trovano. Ammesso che abbia esito positivo la “letterina” di D’Alfonso in cui invita i Dirigenti a revocare le determine di richiesta dei fondi di rotazione e quindi sbloccare il famigerato milione da allora sono passati ben otto mesi, maturati altri stipendi ma soprattutto i Centri solo al collasso: taglio di acqua, luce e gas, infiltrazioni di acqua, depauperamento degli impianti eccc… Inoltre non viene revocata la dichiarazione di messa in liquidazione e quindi non possono partecipare a forme di finanziamento importanti come quelli europei con il PSR, unica vera fonte di sostentamento. Pertanto – conclude Febbo – continuerò a vigilare sull’operato e le azioni che la Regione intende intraprendere poiché sono convinto che, oggi più che mai, è indispensabile far uscire gli enti di ricerca dal Commissariamento approvando nel più presto possibile la Legge di unificazione dal sottoscritto presentata”.

 

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