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Teatro Rossetti al completo per la presentazione del libro sul preside Adelio Tilli foto

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VASTO. Si è svolta oggi pomeriggio al Teatro Rossetti la presentazione del libro intitolato Adelio Tilli, Poesie, saggi brevi, bozzetti, articoli, discorsi, realizzato in seguito ad un intenso lavoro da Nicolangelo D’Adamo. L’evento, moderato dal giornalista Nicola D’Adamo, è stato introdotto dal sindaco Francesco Menna: “Non ho conosciuto personalmente Adelio Tilli, ma grazie ad amici e persone di cultura sono venuto a conoscenza dell’immenso lascito da lui fatto alla città. Un patrimonio di studi e pensieri. Sono onorato invece di essere amico di Elio Tilli, il figlio, persona generosa e pronta a mettere a disposizione del prossimo tutto ciò che aveva in termini di tempo e sapere.
Un teatro colmo di persone che hanno voluto rendere omaggio al preside Tilli, un uomo che ha contribuito a rendere migliore la scuola vastese a partire dagli anni Cinquanta. Visibilmente emozionato il figlio Elio, che ha spiegato come questo progetto sia nato insieme con l’autore Nicolangelo D’Adamo, amico fraterno di Adelio Tilli. Un progetto che ha voluto raccogliere tutti gli scritti, gli appunti e il materiale frutto dell’ intensa attività di studio del padre, che ha concentrato le sue analisi su un vasto panorama di questioni, mostrando in ambito letterario particolare dedizione per Dante Alighieri. Un uomo poliedrico, ma modesto per indole e tale è stato anche nella fede, conservando una religiosità intima che non tutti hanno avuto occasione di conoscere. A prendere la parola successivamente è stato Giuseppe Tagliente, direttore di Qui Quotidiano.

Adelio Tilli è stato un uomo che ha segnato profondamente la mia vita, cosi come di tutti quelli della mia generazione. Si tratta di una persona che è diventata un’icona della scuola e della cultura vastese, per il suo rigore, per essere stato persona di storia e profondamente umana, per la sua capacità di aderire ad un modello di scuola a cui non cessò mai di credere. Per 16 anni è stato il preside per eccellenza, nessuno mai ha saputo vestire meglio quei panni. Adelio Tilli è era una persona a cui si portava rispetto per la sua autorevolezza e non per il suo autoritarismo. Ha contribuito a dare valore a quella che all’epoca era la buona scuola, completamente diversa da come viene intesa oggi”.

A concludere è stato l’autore Nicolangelo D’Adamo, che più di tutti ha avuto modo di penetrare la vicenda umana e professionale di Tilli. Un insieme di scritti, i suoi, che l’autore del testo ha definito “affreschi di guerre, sconfitte, poche vittorie, speranze e delusioni“. Adelio Tilli è stato attore del Dopoguerra e l’opera nella sua intera complessità rappresenta tutto questo. C’è un filo rosso che lega la sua produzione letteraria  alle sue idee didattiche, religiose e politiche, ha detto D’Adamo. Il libro si divide in quattro schede con tutte le opere edite, poi si parla del Tilli preside, storico e poeta, che ha coltivato una poesia legata anche alla musica. “Occorre sottolineare che Adelio aveva una formazione di stampo gentiliano, in cui le scuole medie erano finalizzate alla prosecuzione degli studi; con la riforma del ’62 ci furono una serie di modifiche al sistema scolastico e nel 1974 Tilli si accorge non era più adatto a quel ruolo perché troppi erano i cambiamenti a cui non avrebbe voluto rispondere. Nel ’77 lascia la scuola e si dedica alla ricerca. Fu attento studioso del suo territorio, mostrando grande interesse per la lingua dialettale e la canzone folkloristica, interessi poi tradotti in testi di prosa e poesia”.

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