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Diga di Chiauci, Febbo: “Incapacità programmatoria e gestionale”

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CHIETI. “Un problema conosciuto da mesi e nulla è stato fatto. I continui allarmi e appelli lanciati dall’attuale Commissario del Consorzio di Bonifica Sud di Vasto Franco Amicone hanno solo il sapore di una disfatta e del poco lavoro messo in campo per arginare l’attuale emergenza idrica. Dopo il suo scontato appello ad evitare gli sprechi di acqua del mese di luglio e la sua preoccupazione nel diffondere notizie circa la pochissima acqua rimasta ancora nell’invaso della Diga di Chiauci vorremo conoscere quali azioni ed interventi sono stati intrapresi dall’ente per fronteggiare sia la siccità sia l’emergenza idrica. Soprattutto sapere se Amicone ha chiesto all’Ufficio Dighe l’autorizzazione all’innalzamento della quota per invasare ulteriori due milioni di metri cubi di acqua che, in questo periodo e per questa emergenza, sarebbe risultata preziosa e utile per altri 15/20 giorni”.

Queste le domande che il Presidente della Commissione vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo rivolge alla Regione e a chi oggi guida il Consorzio di Bonifica Sud.

“Incredibile con quanta superficialità – spiega Febbo – viene affrontata una emergenza di tale portata visto che parliamo di un territorio come il vastese dove è fondamentale e indispensabile monitorare l’uso della preziosa risorsa idrica sia per il comparto agricolo sia per il settore turistico sia per la zona industriale di San Salvo. Ho già denunciato tale situazione e, stando almeno all’ultimo verbale del servizio Dighe di Napoli, è possibile invasare acqua fino ad un livello di 738 m.s.m., pari a  circa tre milioni di metri cubi e con le dovute autorizzazioni e lavori è possibile arrivare a 740 m.s.m invasando ulteriori due milioni circa di metri cubi di acqua. Inoltre – continua Febbo – vorremmo anche prendere contezza della situazione delle paratoie (organi di scarico in assenza dei quali non può procedersi in alcun modo alla gestione di un invaso artificiale) ovvero se sono state, in quest’ultimo periodo, sottoposte alla loro manutenzione straordinaria o revamping tecnologico visto che risultano essere state già installate e collaudate presso la diga. Dall’ultimo mio intervento su queste problematiche evidenziate all’inizio della stagione estiva non ho avuto nessuna risposta e pertanto porterò il problema all’attenzione sia del Consiglio regionale sia della commissione Vigilanza al fine di evidenziare le responsabilità. È insopportabile che il Consorzio Vastese, dopo tre anni, abbia ancora un Commissario, il quarto, e non un organo democraticamente eletto come le stesse Organizzazioni Professionali chiedono da tempo. Oggi – conclude Febbo – assistiamo ancora ad un vastese in affanno per colpa dalla incapacità programmatoria e gestionale della diga da parte del Consorzio di Bonifica Sud non garantendo una idoneità tecnico-organizzativa del Consorzio stesso necessaria a superare le prescrizioni impartite dall’Ufficio tecnico per le dighe mentre la Regione continua solo a promettere milioni di euro attraverso la favola del  Masterplan”.

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