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Alla “Lecceta di Torino di Sangro” si studia e si protegge la fauna selvatica

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TORINO DI SANGRO. Capire e conoscere gli animali selvatici, in particolare quelli sottoposti a tutela e presenti nella Riserva Naturale Regionale “Lecceta di Torino di Sangro”, sono i fondamenti delle attività che un’Area Protetta dovrebbe porre in essere, non solo pensando alle scuole e ai bambini, ma anche con gli adulti, agli appassionati, ma non solo. Anche ai turisti e alla Comunità allargata della Lecceta.
Continuano, in tal senso, le attività di Citizen science che può essere tradotta, letteralmente, come la “Scienza dei cittadini”, un modo per coinvolgere attivamente i cittadini in ricerche e monitoraggi a carattere scientifico.

“E’ fondamentale l’opera di divulgazione e di diffusione delle conoscenze – dichiara Andrea Natale, Direttore della Riservasapere e capire sono alla base dei meccanismi per maturare la consapevolezza del perché si tutelano certe specie, sul perché ci sono determinate regole nelle Riserve, sul valore che hanno specie e habitat per la nostra vita e sopravvivenza come specie umana che fa parte di un ecosistema Terra, di cui non siamo i “padroni”. La conoscenza serve anche a scacciare la paura per ciò che non si conosce – continua Natale – e a smontare le “chiacchere da bar”. Gli animali selvatici fanno paura perché ormai non si conoscono più e non si ha più familiarità con loro, non si sa come comportarsi e non si capisce cosa fare. La Citizen science è importante anche in questo senso e ha diverse altre valenze, ma non può, e non deve – precisa Natale – sostituire le attività di monitoraggio che dovrebbero essere potenziate e finanziate dalla Regione Abruzzo, in particolare alle Riserve Regio- nali, in relazione anche agli obblighi che abbiamo, come Regione, in relazione a Natura 2000 anche e soprattutto per verificare la bontà degli interventi che vengono finanziati per esempio in ambito agricolo all’interno del Piano di Sviluppo Rurale”.

La collaborazione delle associazioni di appassionati e delle società scientifiche come GERPAM, SHI, Studium Naturae è fondamentale sia per la divulgazione, sia per il monitoraggio della biodiversità presente in Riserva. Dal novembre 2013, grazie all’Associazione Studium Naturae è possibile inviare segnalazioni riguardanti l’avvistamento di specie animali o che concernano la salute dell’ambiente della Lecceta, come ad esempio la presenza di rifiuti. Le segnalazioni ven- gono inviate al personale della Riserva attraverso un semplicissimo form che si trova sul sito di Studium Naturae, in una pagina dedicata (http://www.studiumnaturae.com/modulo-segnalazione-lecceta-torino-sangro). Il form è ottimizzato anche per l’utilizzo da smartphone e da tablet e dispone di un pulsante per la ricerca automatica della posizione.

L’ultima segnalazione raccolta – compiuta da Luigi Vitale, cittadino di Torino di Sangro, appassionato di natura, che negli ultimi anni con una certa frequenza condivide con la Riserva le sue scoperte durante le passeggiate nella Lecceta – testimonia e conferma l’ampia presenza dello scoiattolo (Sciurus vulgaris meridionalis) nella Riserva. Questa sottospecie è tipica del centro-sud Italia: è di colore nero con ventre bianco, quindi diversa dal tipico scoiattolo europeo detto anche rosso (Sciurus vulgaris), ma è estremamente simile dal punto di vista morfologico allo scoiattolo meridionale (Sciu- rus meridionalis) che, grazie a indagini genetiche, è stato recentemente riconosciuto come una nuova specie a se stante, la cui presenza allo stato attuale delle conoscenze è limitata alle montagne calabresi e lucane.
Per quanto comune e ben distribuito nel nostro territorio, ogni segnalazione di scoiattolo è importante in quanto consente di tenere sotto controllo la distribuzione della specie autoctona (ovvero peculiare delle nostre zone!) permettendo di individuare tempestivamente l’inopportuna e dannosa presenza di eventuali “alieni” accidentalmente introdotti dall’uomo come lo scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis), specie esotica ed invasiva che, soprattutto nel Nord Italia, oltre ad arrecare gravi danni agli alberi e ad alcune colture, sta seriamente minacciando il nostro scoiattolo con il quale compete direttamente per le risorse condannandone le popolazioni ad una drastica diminuzione.

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