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La mostra dello scultore sansalvese Ettore Altieri si chiude con grande successo

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SAN SALVO. Il bravo scultore salvanese, Ettore Altieri, ha celebrato i suoi 30 anni di attività con una mostra di grosso spessore nel salone della “Porte de la Terre”. Molti i visitatori che hanno voluto ammirare le sue bellissime opere. La mostra ha chiuso i battenti domenica. Ecco alcuni punti di riferimento sulla sua vita. Ettore manifesta il suo amore per la scultura già dalle scuole elementari. Frequenta le scuole medie a Vasto e, successivamente, l’Istituto d’Arte, diplomandosi con un’ ottima media. Si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove apprende l’arte della lavorazione della pietra.

Segue le “orme”di due grandi artisti romani: Elena Molen e Bruno Liberatore. Emigra in Belgio per studiare in una importante università, dove acquista piena padronanza nella lavorazione della pietra e del bronzo. Vince una borsa di studio a Budapest. Dopo un anno si trasferisce a Varsavia per ampliare le sue conoscenze. Anche in terra polacca manifesta la sua grande versatilità artistica, vincendo un’ altra borsa di studio. Torna nel suo paese natìo, a cui è legato da un rapporto d’amore e realizza, tra le altre opere, un meraviglioso medaglione in bronzo, su cui raffigura la sua città. Su invito del Ministero della Cultura italiana raggiunge la Romania per tenere diversi cicli di lezioni sulla scultura italiana. Partecipa in Spagna ad un concorso artistico. Tra 170 concorrenti provenienti da ogni parte del mondo (Iran, Cina, Australia) risulta il primo in graduatoria. Realizza un meraviglioso monumento, che oggi è ben custodito in un grande museo della Spagna. Nel 2002 realizza a Vasto, su commissione del Rotary Club, un monumento alla pace raffigurante il globo terrestre trafitto da raggi di luce. Un altro capolavoro di Ettore Altieri è la lampada votiva in argento da lui realizzata nella chiesa di San Nicola di Pollutri, inaugurata il 27 novembre 2003. Continua a ricevere molti inviti, specialmente dall’estero, per una sua sistemazione definitiva, ma lui è irremovibile. Quasi tutti gli artisti adorano la solitudine. Ettore preferisce, invece, le piazze, i bar, i luoghi dove può incontrare gente. Un detto popolare sansalvese a proposito di libertà, dice “E’ mejie ‘nu gramme di lebbertà che ’nu chèle d’ore”. Ettore Altieri, non si è lasciato trasportare dal successo; egli resta, pertanto, un figlio del popolo che vive nella semplicità; un grande artista che, come “salvanesi”, siamo orgogliosi di avere tra noi.

Il Cenacolo di San Salvo

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