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Pratica dei matrimoni precoci e cancellazione voli Ryanair all’attenzione di Daniela Aiuto

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VASTO. “L’orribile pratica dei matrimoni precoci e la questione della cancellazione dei voli Ryanair (ben 2.100 voli per sei settimane), sono stati oggetto di discussione da parte dell’eurodeputata Daniela Aiuto (Gruppo EFDD) nel corso della seduta Plenaria che ha avuto luogo questa settimana nella sede del Parlamento europeo a Strasburgo.

Il problema della diffusione della orribile pratica dei matrimoni precoci sta particolarmente a cuore a Daniela Aiuto. É da diverso tempo, infatti, che l’eurodeputata è in contatto con associazioni presenti in Italia provenienti dal mondo orientale e che combattono contro l’instaurarsi, anche all’interno dell’Unione europea, di questa orribile “tradizione”. Nel corso di questi mesi ha ripetutamente sollevato la problematica in Commissione FEMM, dove comunque il tema era già ben noto e in discussione, e dove ha proposto la presentazione di una “Oral Question” con relativa risoluzione.

Perché questa urgenza? Perché ogni anno milioni di bambine affrontano viaggi dagli Stati Membri dell’UE (dove sono migrate le loro famiglie) verso le terre d’origine dei loro genitori per contrarre un matrimonio non voluto e non “sognato”, accordato dagli stessi genitori con uomini-adulti. Milioni di bambine ogni anno vedono svanire il loro sogno di vivere libere e di realizzarsi professionalmente. Proprio il mese scorso, su una testata giornalistica italiana è apparsa una inchiesta con la quale si denunciava la sparizione annuale di migliaia di ragazzine tra i 13 e i 17 anni fatte partire per il Bangladesh, il Pakistan, l’India, lo Sri Lanka, per sposare un lontano parente molto più grande di loro. Ma queste ragazzine sono nate e cresciute in Europa, hanno frequentato le scuole e la cultura europea, sono europee.

Purtroppo quello delle cosiddette “spose bambine” è un fenomeno sommerso difficile da quantificare in dati ed è per questo motivo che oggi Daniela Aiuto chiede con forza alla Commissione europea di prendere coscienza della gravità del problema, invitando allo stesso tempo gli Stati membri a monitorare sulle situazioni a rischio presenti al loro interno, in particolare in quelle aree dove vivono cittadini di Stati terzi in cui queste pratiche sono in uso, ed a inasprire le pene contro questi veri e propri “stupri” perpetrati sulle minorenni.

Sulla questione Ryanair invece, si è celebrata l’ipocrisia di tutti gli Stati Membri, chi con più responsabilità e chi con meno, Daniela Aiuto si domanda cosa facessero i governi di questi Stati che adesso si stracciano le vesti nei confronti delle politiche aziendali della celebre low-cost, e soprattutto cosa facevano i loro ministri dei Trasporti. È noto cosa facevano: svendevano il Cielo europeo riempiendo le tasche della compagnia irlandese, elargendo agevolazioni, contributi più o meno mascherati da aiuti ad aeroporti che faticavano a mantenere un traffico passeggeri sufficiente, il tutto in barba alle regole sulla concorrenza.

Il dito va puntato oggi sui governi che hanno consentito la proliferazione di una compagnia che ha fatto del precariato lavorativo la sua parola d’ordine. Dopo aver “regalato” voli quasi gratis in tutta Europa (e sappiamo bene a spese di chi) oggi Ryanair è passato alla cassa. E non c’è nulla che possiate fare, perché il tempo è ormai scaduto.
Ma non sono solo i governi nazionali gli unici architetti della crisi epocale attualmente in atto. La Commissione si è lavata le mani innumerevoli volte dalle violazioni segnalate dal Parlamento europeo. Tantissime volte sono state ignorate le interrogazioni sull’evasione fiscale di Ryanair e sugli aiuti di Stato illeciti, scaricando il “barile” della responsabilità ai tribunali nazionali.

Daniela Aiuto si domanda allora: qual è la “ragion d’essere” di queste Istituzioni, che rifiutano puntualmente l’onere di interpretare quelle regole da loro stesse create? Sono 20 anni che l’Unione lascia nel Limbo il distacco dei lavoratori, e sono 20 anni che ogni Stato interpreta quelle regole come vuole: in Francia, Ryanair è colpevole, ed è condannata a risarcire 10 milioni di euro, mentre in Italia le Direttive europee si capovolgono magicamente, e Ryanair è scagionata da ogni accusa.
A fare le spese della vostra indifferenza sono i diritti dei passeggeri, andati in fumo con un click, e dei lavoratori del settore (delle compagnie low-cost ma anche delle compagnie di linea), per non parlare del danno ai sistemi nazionali di previdenza sociale. Il fallimento di Ryanair è il fallimento di queste istituzioni, dove la colpa non è mai di nessuno, dove prendere decisioni significa scaricarle a qualcun altro, e dove si attende che un settore commerciale crolli completamente in pezzi prima di degnarlo di una qualche attenzione.”

Così, in una nota stampa, Daniela Aiuto

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