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Clownterapia, incontro formativo della Ricoclaun con il San Francesco foto

VASTO. Anche se la Ricoclaun ha ormai tanta esperienza nel campo della clownterapia, c’è sempre tanto da imparare. Dal 2014 l’associazione di volontariato ha iniziato le sue attività, una volta al mese, anche nell’Istituto San Francesco di Vasto Marina, sia nel reparto di riabilitazione che nel Centro Socio Sanitario Assistenziale. Per la Ricoclaun è un ambiente veramente accogliente, per la partecipazione positiva di tutto il personale sanitario e di tutti i pazienti e familiari presenti.
Ma … si può fare di più e meglio. Per migliorare la relazione con i pazienti soprattutto del Centro Socio Sanitario Assistenziale, abbiamo deciso di incontrare il coordinatore infermieristico Gianfranco Del Greco e il terapista della struttura Basso Di Campli, per capire meglio le problematiche presenti e quali procedure si possono mettere in campo per rendere più efficace la nostra relazione clown.
Entrambi ci hanno parlato della positività dei nostri interventi, alcuni dei pazienti, anche se anziani, si ricordano i nostri nomi clown e chiedono spesso “ma quando ritornano i clown?”. Perché quei momenti tutti insieme sono veramente speciali, pieni di festa, colore, allegria, che noi clown conserviamo nel cuore.
Gianfranco Del Greco ci ha spiegato come nella struttura c’è molta attenzione alle azioni della cura del sè, alla stimolazione sensoriale, all’attività motoria, per mantenere le abilità residue. Ha dato valore alla nostra capacità di unire la clown terapia al canto, soprattutto quello popolare e dialettale. Ci ha spiegato che, secondo molti studi, il canto per gli anziani, rilassa, attiva i ricordi , aiuta a tornare indietro nel tempo.
Il terapista Basso Di Campli ha spiegato le varie problematiche presenti, e come possiamo progettare, anche con la sua collaborazione, una serie di attività che donino un sorriso, ma che possano anche stimolare e coinvolgere sempre di più i presenti.
Dagli studi scientifici si è visto che ridere, specialmente nelle situazioni critiche, libera tutta una serie di mediatori e neurotrasmettitori endorfinici.
Ridere, fa ridere non solo il volto, ma anche il diaframma, migliora la circolazione sanguigna, e incrementa le difese immunitarie ed alcalinizza notevolmente cellule e tessuti.
La ‘clownterapia’ nasce per i bambini, la sfida con gli anziani è ancora più difficile: perché spesso sono diffidenti, disorientati, persino meno disposti alla risata. Bisogna saper dosare l’intervento affinché si sentano coinvolti e confortati. Ma è indubbio che la terapia del sorriso è da considerarsi una terapia non farmacologica in grado di alleviare alcuni sintomi, aiutando il paziente a recuperare dei punti di riferimento. E’ un beneficio sensoriale e uno stimolo positivo. L’esperienza di chi fa clownterapia con professionalità raggiunge corde altrimenti impossibili da toccare.
Secondo una ricerca scientifica ridere fa bene a tutti, e quando ci capita di sorridere, attiviamo ben 12 diversi muscoli del viso. Il numero di muscoli contratti, in realtà, varia sia da persona e persona sia, soprattutto, dalla regione in cui le persone vivono. Insomma, i sorrisi non sono tutti uguali, ma fanno sempre bene a chi li dona e a chi li riceve.”

Rosaria Spagnuolo, Presidente Ricoclaun.