Riapre il Punto nascita a Termoli, due partorienti lasciano Vasto e tornano al San Timoteo

I legali dello studio Iacovino esprimono soddisfazione per la decisione del Tar Molise.

Attualità
sabato 17 luglio 2021
di La Redazione
Stanza reparto punto nascita San Timoteo di Termoli
Stanza reparto punto nascita San Timoteo di Termoli © Personale

TERMOLI. Appena saputo della ordinanza del Tar Molise che ha accolto l’istanza di sospensiva sulla chiusura del Punto nascita dell’ospedale San Timoteo due pazienti termolesi pre-ospedalizzate al San Pio di Vasto si sono dimesse volontariamente per tornare a Termoli.

E’ la risposta più autentica che potesse giungere rispetto alla volontà del territorio, che si è palesata in questi giorni, poi conclamata nei ricorsi amministrativi contro il provvedimento Asrem di mercoledì scorso.

Intanto, è giunto anche il commento dello studio legale che ha curato l’impugnativa davanti ai giudici del capoluogo, come avvenne due anni fa.

«E’ di poche ore fa la decisione del Tar Molise che ha accolto in toto le richieste avanzate dai Comuni bassomolisani (Termoli, Campomarino, San Giacomo degli Schiavoni, Portocannone, Guglionesi, Palata, Montefalcone nel Sannio e Montecilfone) insieme ad una nutrita presenza di donne partorienti presso il nosocomio termolese, coadiuvati anche dalla presenza del Comitato “Molisanità L113”. Tale decreto, detto “inaudita altera parte”, rinvia all’udienza del prossimo 8 settembre, in cui si aprirà una vera e propria discussione tra le parti sulla conferma della sospensione già disposta nella mattinata odierna.

I legali di riferimento, Vincenzo Iacovino, Massimo Romano, Vincenzo Fiorini e Giuseppe Fabbiano, esprimono forte soddisfazione per questa prima importante vittoria, che tutela i diritti fondamentali e la pubblica sicurezza non solo dei cittadini del basso Molise, ma dell’intera comunità.

Nello specifico, il Tar accogliendo l’intero impianto difensivo ha affermato: “Considerato che il ricorso si presenta a un primo esame sorretto da censure meritevoli di attento vaglio in sede collegiale; Rilevato che la misura oggetto d’impugnativa, data anche la gravità dei suoi impatti, potrebbe giustificarsi solo se dotata di efficacia contenuta entro un intervallo temporale predeterminato e assai breve (dovendo diversamente essere sorretta da precise risultanze istruttorie e un’esaustiva motivazione, nella specie non fornite); Osservato, per converso, che i provvedimenti impugnati dispongono invece - almeno allo stato- una sospensione sostanzialmente a tempo indeterminato del servizio di cui in atti; Ritenuto, per quanto precede, che poiché il periculum in mora prospettato integra il requisito della estrema gravità e urgenza, l'istanza cautelare in esame meriti accoglimento”.

La decisione del Tar di riaprire il punto nascite dell’ospedale di Termoli è una risposta chiara e decisa, anche a tutela di tutte le donne che erano in procinto di far nascere i propri figli e che, grazie a tale decisione, non saranno costrette a subire stress e disagi improvvisi a pochi giorni dal parto.

Adesso si aprono anche riflessioni sulla gestione della sanità e sul ruolo che ha assunto la politica sulla programmazione e gestione della sanità.

Solidarietà alla famiglia che ha avuto la prematura e grave perdita».