Il Viadotto Sente chiuderà per criticità, l'Alto Vastese in ginocchio

Il sindaco di Fraine: "Un duro colpo per Fraine e per i paesi limitrofi che utilizzano quella strada per lavoro e per raggiungere l'ospedale di Agnone"

Attualità
Vasto mercoledì 12 settembre 2018
di La Redazione
Viadotto Sente
Viadotto Sente © wikipedia

CASTIGLIONE. A inizio della prossima settimana, presumibilmente martedì, il Viadotto Sente che collega Castiglione Messer Marino ed altri paesi dell'Alto Vastese a Belmonte del Sannio in provincia di Isernia verrà chiuso. Sono state avanzate delle criticità importanti a seguito dei controlli effettuati nei giorni scorsi. Una notizia che sconvolge e che sembra l'ennesimo colpo ad un territorio che ne ha viste già tante, forse troppe.

Si tratta infatti di un ponte attraversato quotidianamente da lavoratori, da studenti e da chiunque abbia necessità di raggiungere Agnone quale centro più grande e vicino per motivi di lavoro, ma anche di salute. Centinaia anche le persone che transitano ogni giorno su una delle infrastrutture più alte d'Europa per raggiungere il presidio ospedaliero agnonese.

Nella giornata di ieri si è tenuta una riunione con i sindaci e le autorità politiche dei territori abruzzesi e molisani interessati dalla chiusura del viadotto e alla presenza dei tecnici sono state messe in luce le criticità emerse dai controlli, in particolare inerenti un pilastro laterale del ponte.

"A fronte delle problematiche venute fuori nessuno può assumersi la responsabilità di lasciare aperto il ponte a disposizione dei cittadini - dichiara a Vastoweb Filippo Stampone, sindaco di Fraine, uno dei piccoli Comuni che maggiormente risentirà del provvedimento. Sembra che la vecchia SS86 verrà utilizzata come alternativa anche se pure le condizioni di quella strada non sono delle migliori. La manutenzione è venuta meno per un lungo periodo in quanto la maggior parte degli automobilisti si serviva del ponte Sente. E' un brutto colpo per Fraine e per tutti i paesi limitrofi che utilizzano quella strada per varie attività e per raggiungere l'ospedale. Ci saranno danni per questi comuni, già martoriati dalle frane e con una manutenzione straordinaria pari a zero. Non riusciamo a venirne a capo."

Parole preoccupate quelle del primo cittadino, che ribadisce anche l'importanza infrastrutturale del ponte: "E' un viadotto che ha un'ampia valenza storica, si tratta probabilmente del terzo ponte più alto d'Europa e ha una grossa valenza architettonica. Inizialmente era di competenza dell'Anas, poi è passato alla Provincia che attualmente non ha fondi. L'augurio è che la Regione possa fare qualcosa. Doveva essere il nostro cavallo di battaglia per rilanciare l'occupazione, per dare lustro ai paesi più piccoli, ma purtroppo non riusciamo a conquistare quella marcia in più".