Radiologia: «Dopo le ecografie costretti a ridurre anche la risonanza magnetica»

Maria Amato: "Siamo sotto organico, dovremmo essere 11 più il primario e invece siamo solo in sei"

Attualità
Vasto martedì 12 febbraio 2019
di La Redazione
Più informazioni su
Ospedale San Pio
Ospedale San Pio © Vastoweb

VASTO. Passate le elezioni regionali ed in attesa che ci sia l'insediamento dei nuovi consiglieri e del neo presidente Marco Marsilio, i cittadini continuano a trovarsi davanti le solite problematiche in abito sanitario.

All'ospedale di Vasto uno dei reparti più in sofferenza, per carenza di personale, macchinari obsoleti e nuovi promessi ma non ancora arrivati, è quello di radiologia.

A confermarlo è il primario del reparto, la dottoressa Maria Amato, che da qualche mese manda avanti la struttura nonostante le varie difficoltà: "Dopo aver ridotto quasi a nulla l'attività delle ecografie sono costretta a ridurre al 50% il numero di sedute della risonanza magnetica, cioè di portarle a sole tre sedute settimanali. Siamo sotto organico e non si può continuare a lavorare 12 ore al giorno, dopo tre giorni di fila si è a pezzi. Dal primo febbraio è entrata una nuova dottoressa, ma siamo comunque in carenza di personale perché non hanno fatto le sostituzioni della maternità.

Ad oggi resta una speranza di Tac 64 strati, promessa da tre anni, aggiudicata alla GE da quasi un anno, la stanza c'è, il progetto c'è, siamo nella fase della aggiudicazione dei lavori. Poi si devono fare i lavori per l'adeguamento degli spazi, poi si deve impiantare la tac. Restano un paio di macchine di buon livello, e qualche pezzo di antiquariato, un mammografo nuovo con i fondi dello screening: un Lea che grazie al lavoro della segreteria dello screening, dei radiologi e delle tecniche ha fruttato alla famosa griglia Lea un bel po' di punti. Resta un ecografo che usiamo al 20% perché non ci sono i medici.
Dovremmo essere 11 più il primario, e siamo 6 per garantire il lavoro in emergenza h24.
Dovremmo essere 11 radiologi col primario che fa il primario, va agli incontri di dipartimento (a Chieti) va agli incontri per la Qualità (a Chieti) va agli incontri per il Rischio Clinico (a Chieti) va in Direzione (a Chieti) anche solo perché a Vasto non c'è il responsabile della Direzione Sanitaria, solo a Vasto che stano mistero.
Invece il primario a Chieti non ci va perché è in turno, a volte 8, a volte 10 e a volte 12 ore, i medici fanno dei turni di reperibilità notturna sfinenti, il foglio dell'orario da compilare è una minaccia, basta una influenza per fare saltare tutto il sistema.
Restano sotto i miei occhi degli OSS somministrati dalle cooperative, bravi, educati, lavoratori, quelli che portano, continuamente, i pazienti dal Pronto Soccorso alla Tac, con dei contratti a tempo indeterminato fatti qualche settimana fa, di 15 ore a settimana, per 500 euro al mese. Una vita precaria con contratto stabilizzato che ti dicono "tra niente e piuttosto, meglio piuttosto".
L'emodinamica non la voglio nominare. Lo so, è solo una Unità Operativa di un solo Ospedale ma per tanti pazienti, per gli operatori, per me è l'ombelico del mondo."