Pinuccio Fazio: "Nelle mani delle mafie si finisce o in carcere o al cimitero"

"La forza di portare avanti questa battaglia la devo a Michele, ho perso un figlio ma ne ho acquisiti tanti altri"

Attualità
Vasto sabato 15 febbraio 2020
di Federico Cosenza
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L'incontro con Pinuccio Fazio al Pantini-Pudente
L'incontro con Pinuccio Fazio al Pantini-Pudente © Vastoweb

VASTO. Il 12 luglio del 2001 Michele Fazio muore ad appena 15 anni, ucciso per caso perché si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Stava tornando a casa dal padre ed è stato freddato mentre percorreva i vicoli di Bari vecchia, colpito per errore da quattro baby killer in un agguato tra clan rivali. Un colpo gli ha perforato il cranio e non gli ha lasciato scampo.

Oggi a Vasto il papà, Pinuccio Fazio, ha raccontato la storia di suo figlio e gli attimi che lo hanno strappato alla vita per sempre. Da quel giorno la vita della famiglia di Michele è stata stravolta, tutti portano con sé una profonda ferita nel cuore, un dolore sordo che chiede verità e giustizia.

Pinuccio così ha iniziato la sua battaglia di sensibilizzazione per la legalità ed è diventato una delle voci di Libera, portando la sua testimonianza ai giovani delle scuole di tutta Italia.

La storia di Michele ha fatto tappa anche nella nostra città, presso il liceo artistico Pantini Pudente, dove erano ospiti i ragazzi delle Paolucci.

L'incontro è stato aperto da un toccante documentario con le testimonianze delle famiglia, poi ha preso la parola Pinuccio: "Il mio compito non è quello di sconfiggere le mafie, quello è un compito delle Forze dell'ordine e delle magistrature. Il mio impegno è quello di sottrarre i ragazzi alle loro mani, di salvarli e di cercare di far capire loro che chi entra nelle mafie non ha via di uscita: o il carcere, o il cimitero. La forza di portare avanti questa battaglia la devo a mio figlio, a Bari sono referente di Libera e devo dire che qualcosa è cambiato nel mio quartiere. La gente ha scelto di stare da che parte stare, da quella di Pinuccio Fazio.
Ragazzi non usate le sostante stupefacenti, alimentate solo il business della criminalità organizzata. Ho perso un figlio ma ne ho acquisiti tanti altri"

Hanno preso parte all'incontro anche l'assessore Anna Bosco e il Maggiore Amedeo Consales.

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