Ritrovato capolavoro di Giuseppe Palizzi: "Potremmo chiamarlo Asinella gravida con ombrellino"

"Probabilmente si tratta dell’alba o di un tramonto e, sicuramente, di un periodo piovoso"

Attualità
domenica 31 maggio 2020
di Lea Di Scipio
Probabilmente si tratta dell’alba o di un tramonto e, sicuramente, di un periodo piovoso
Probabilmente si tratta dell’alba o di un tramonto e, sicuramente, di un periodo piovoso © vastoweb.com

VASTO. Una “pellicola pesante” ricopriva l’olio su tela di un interno di stalla dipinto da Giuseppe Palizzi e che, dopo un adeguato e delicato restauro, è venuto fuori in “tutto il suo splendore”.

Paolo, “appassionato d’arte e ricercatore di chicche che appartengono al tessuto sociale e storico dell'hinterland vastese”, ha contattato la nostra redazione per raccontare la sua ultima scoperta.

Si tratta di un dipinto 50x70 e “potremmo chiamarlo Asinella gravida con ombrellino, afferma il nostro lettore che ci spiega come ne è venuto in possesso.

“E’ stato rinvenuta presso una famiglia storica di Buenos Aires, probabilmente tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, facoltosi collezionisti delle Americhe che in quell'epoca venivano a fare incetta di opere d'arte in Europa. Questa da me trovata e acquistata è di una resa artistica molto importante, con un gioco di chiaroscuri ed ombre, che mostrano un’esecuzione molto attenta. Era ricoperta di ceralacca messa a seguito di un primo restauro forse risalente a 60 anni fa, quando si usavano delle vernici protettive che però col tempo tendevano a ingiallire. Alcuni ritocchi debordavano quasi a deturparla.

Per esempio non si vedeva il muso della seconda pecorella nello sfondo, sotto il bambino, avendone, la cera, cancellata l'espressione, che poi è riemersa dopo il lavoro dell'esperto.

Probabilmente si tratta dell’alba o di un tramonto e, sicuramente, di un periodo piovoso, lo si percepisce dall'ombrellino e dal suo pelo invernale dell'animale. Inoltre, altra particolarità è che si intuisce che l'asina sia incinta.

Il dipinto non è mai stato battuto in asta e nessuno ne ha mai saputo nulla, tranne che per una fugacissima apparizione in alcuni scatti sbiaditi che il titolare della Galleria di Toronto, da cui l'ho acquisita, aveva messo all'interno di un piccolo spazio su web. Lui stesso si era reso conto di quella patinaccia ingiallita che paradossalmente aveva anche protetto l'opera, ma che una volta eliminata, ha mostrato che sotto di se un altro bellissimo capolavoro di uno dei nostri Palizzi".