"Detenuti da tutto Abruzzo e il personale non è sufficiente: c'è un rischio contagio"

Bocchino: "Scelta la casa lavoro di Vasto per la quarantena, ma non è garantita la sicurezza sanitaria"

Attualità
giovedì 18 giugno 2020
di Federico Cosenza
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Incontro tra i sindacati e la consigliera Bocchino alla Casa lavoro di Vasto
Incontro tra i sindacati e la consigliera Bocchino alla Casa lavoro di Vasto © Vastoweb

VASTO. Continuano ad arrivare detenuti da tutto Abruzzo presso la Casa Lavoro di Vasto dopo che il Provveditore ha dato il via libera per far scontare la quarantena ai neo arrestati e a coloro che rientrano dai permessi presso la struttura di Torre Sinello. Questa mattina ne sono arrivati tre dall'Aquila, due ieri notte ed altri sono attesi nelle prossime ore.

Una situazione che preoccupa non poco il personale di Polizia penitenziaria che è già sottorganico e che è in stato di agitazione da quando ha appreso la notizia di questa decisione.

In mattinata si è tenuto un incontro tra i sindacati, gli agenti e la consigliera regionale della Lega Sabrina Bocchino.

A riguardo quest'ultima ha affermato: "Oggi ho parlato con le varie sigle sindacali per via della decisione che i detenuti d'Abruzzo debbano fare la quarantena presso la Casa lavoro di Vasto, ma non è stato dato nessun protocollo su come deve essere gestita la situazione e non ci sono misure di sicurezza sanitaria garantite. Inoltre c'è il problema della carenza di organico (30% in meno) e del conseguente aumento del lavoro con questi continui arrivi. Infine c'è chiaramente un serio rischio di contagio".

"Inaccettabile la decisione presa di trasferire le persone arrestate in tutta la regione Abruzzo nella casa lavoro di Torre Sinello dove resteranno in osservazione per due settimane per evitare il rischio di diffusione del Covid19" lo dichiara la consigliera regionale Sabrina Bocchino a termine della visita presso il penitenziario vastese "la Lega appoggia le rimostranze del cartello sindacale unitario a tutela degli agenti penitenziari che dovranno essere dotati di tutti i necessari dispositivi di sicurezza, anche perché ho avuto modo di constatare che il trasferimento dei detenuti è già iniziato e si necessita di un protocollo sanitario che ponga rimedio, per esempio, all’uso delle docce in comune con i detenuti che non sono sotto osservazione per rischio pandemico. Il personale del penitenziario di Vasto, come tanti in Italia, ha una carenza di organico pari al 30% ed è costretto a effettuare più di 40 ore di straordinario al mese e, a breve, perderà 3 unità, di conseguenza va rivisto il piano ferie. Vasto non può diventare il ricettacolo d’Abruzzo, per questo chiedo al sindaco di interfacciarsi al più presto con il Ministro Bonafede per cercare una soluzione; la nostra città merita ben altro. Alle forze dell'ordine, in particolare agli agenti della polizia penitenziaria, e al personale sanitario va la solidarietà della Lega” conclude la Bocchino.

Per Adriano Greco della Cisl: "Si è deciso in maniera unilaterale di focalizzare tutti gli arrestati d'Abruzzo sulla struttura di Vasto. Qui ci sono gravi problemi di organico e il personale da ieri è in protesta con l'astensione dalla fruizione della mensa. Aspettiamo da parte del Provveditore una sua convocazione sulla problematica perché questo tipo di azione produce una modifica dell'organizzazione del lavoro ed un aumento dei carichi del lavoro".

Dunque il personale in servizio non è sufficiente a garantire il maggior carico di lavoro e inoltre è evidente che il rischio di contagio aumenta notevolmente. Basti pensare che come oggi, ad esempio, l'arrivo dei nuovi arrestati sia combaciato con l'orario di visita dei familiari dei detenuti, il tutto senza un preciso percorso Covid.